Avrebbero tentato di piegare un imprenditore di Acerra, proprietario di un asilo, con minacce e pressioni riconducibili alla criminalità organizzata. Per questo motivo quattro persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri nella giornata odierna.
L’ordinanza, firmata dal gip del Tribunale di Napoli su impulso della Direzione Distrettuale Antimafia, ipotizza a carico degli indagati il reato di tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe agito presentandosi come espressione di un contesto criminale radicato, avanzando richieste economiche finalizzate a consentire all’imprenditore di continuare serenamente la propria attività.
I fatti contestati si collocano in un arco temporale compreso tra l’estate e l’autunno del 2025. In quel periodo, la vittima sarebbe stata più volte avvicinata e intimidita, in un clima di pressione costante che avrebbe lasciato intendere possibili conseguenze in caso di rifiuto.
Tra i soggetti colpiti dal provvedimento cautelare c’è anche Antonio Aloia, arrestato lo scorso dicembre dopo circa un anno e mezzo di latitanza. L’uomo si era sottratto all’esecuzione della pena nel 2024, non rientrando in carcere dopo un permesso. Al momento della fuga era detenuto per gravi reati, tra cui associazione mafiosa, estorsione e detenzione illegale di armi.
La cattura di Aloia era avvenuta a Gricignano d’Aversa, dove i carabinieri lo avevano localizzato all’interno di un’abitazione. Durante l’intervento, l’uomo era stato trovato mentre dormiva, con una pistola carica nelle immediate vicinanze, circostanza che aveva confermato l’elevato livello di pericolosità.
L’operazione odierna si inserisce in un più ampio contesto investigativo volto a contrastare le dinamiche estorsive e le infiltrazioni criminali nel tessuto economico del territorio.







