Numerose segnalazioni di incendi di rifiuti dalla zona ormai divenuta un inceneritore a cielo aperto. La tragedia del campo rom
La stagione dei roghi tossici è purtroppo ripartita. Nell’hinterland a nordest di Napoli l’ultimo incendio di rifiuti scaricati abusivamente è stato avvistato ieri, in mezzo ai terreni coltivati, al confine tra i territori di Afragola e Casalnuovo. Altri tre roghi sono stati visti e fotografati dai cittadini l’altro ieri, uno è divampato sul muro di cinta del campo rom di Caivano. Di roghi dolosi del genere ne sono stati osservati almeno una dozzina nell’ultima settimana. E sempre nella stessa zona, cioè l’area delle Cinquevie, un grande spazio prevalentemente agricolo che amministrativamente ricade per lo più nei comuni di Afragola e Caivano ma che di fatto si trova compreso tra i vicinissimi agglomerati urbani di Acerra e Casalnuovo. Si perché sono i 110mila abitanti di queste due città quelli il più delle volte costretti a subire gli effetti nefasti dei roghi che quotidianamente si consumano in questo enorme appezzamento. E’ un autentico “inceneritore a cielo aperto” in cui peraltro sono ubicati servizi regionali strategici e di grandi dimensioni come la stazione Porta di Napoli dell’Alta Velocità e il centro commerciale Ipercoop. E’ qui, in questa spianata sporca ma intensamente coltivata che si concentra una fetta consistente del business dei rifiuti scaricati abusivamente e via via incendiati per fare spazio a nuovi sversamenti di scarti da incenerire ulteriormente nella spirale infinita dell’ecomafia. Due i punti prediletti dai criminali dell’ambiente: il campo rom autorizzato di Caivano, distante poche centinaia di metri dal quartiere popolare “Gescal” di Acerra, e l’area a ridosso della vecchia discarica comunale di Afragola, la discarica della Scafatella, una collinetta di rifiuti ubicata praticamente all’ingresso orientale della città di Casalnuovo. Una bomba ecologica che a prima vista inganna l’occhio meno esperto in quanto è ricoperta d’erba fino alla cima mentre ai suoi piedi i contadini continuano a coltivare ogni genere di ortaggi. Intanto la situazione nel campo rom resta da allarme rosso. E’ completamente circondato dai rifiuti. In questi giorni però il comune di Caivano sta iniziando a rimuoverli. Ma c’è chi è pronto a scommettere che la sfida la vincerà chi sversa. “Chi scarica e incendia è sicuramente più veloce di chi tenta di rimuovere”, l’amara ironia di Vincenzo Petrella, uno dei Volontari Anti Roghi di Acerra, l’associazione ambientalista più “agguerrita” del territorio. I Volontari Anti Roghi sono un gruppo di giovani e meno giovani armati di buona volontà e di tanto altruismo che però stanno avendo da sempre problemi d’ogni tipo. “Noi abbiamo un grande amore per la nostra terra – racconta Petrella – purtroppo però ci mettono sempre i bastoni tra le ruote: non facilitano certo la nostra attività”. L’ultimo intoppo per i volontari è giunto con la pandemia. Durante i vari lockdown hanno dovuto rispettare le restrizioni imposte a tutti i cittadini per cui sono stati costretti a restare chiusi in casa. Un problema che sta proseguendo col coprifuoco. “Purtroppo non siamo autorizzati a uscire durante il coprifuoco – conferma Vincenzo Petrella – però bisogna considerare che prima della pandemia abbiamo sorpreso persone che commettevano crimini ambientali a tutte le ore, del giorno e della notte. Poi, durante le restrizioni anti covid, abbiamo continuato a denunciare crimini. Ma i roghi purtroppo li fanno soprattutto di notte, anche violando il coprifuoco”.


