CONDIVIDI

Bitumi, amianto, scarti dell’edilizia appena un metro sotto la superficie. Gli ambientalisti chiedono che si scavi più in profondità e che si amplino le zone da sondare     

 

Emergono ancora rifiuti dal sottosuolo della zona di ampliamento dell’area industriale di Acerra. Ieri qui i carabinieri forestali sono stati costretti a mettere a segno un terzo sequestro dopo i primi due effettuati il 28 ottobre scorso. E’ spuntata infatti un’altra discarica abusiva, proprio davanti a uno dei capannoni in cui si trova una delle decine di aziende che operano da queste parti. Ora però si sta creando una situazione davvero paradossale. I continui rinvenimenti di scorie nel sottosuolo stanno infatti letteralmente impedendo lo sviluppo infrastrutturale. Si perché i primi due sequestri operati a ottobre dai carabinieri forestali della stazione di Marigliano, diretti dal maresciallo Alessandro Cavallo, sono stati eseguiti dopo che le società di fornitura di servizi elettrici e telematici stavano tentando di effettuare la posa dei cavi di collegamento attraverso una serie di scavi praticati nel suolo. Ma dalle buche aperte per realizzare le fondamentali connessioni sono emersi tanti di quei rifiuti di ogni sorta che è risultato troppo rischioso proseguire. La zona è finita quindi nel mirino degli ambientalisti, che hanno poi allertato i carabinieri forestali. Adesso si profila sempre di più il sospetto che la zona di ampliamento industriale di Acerra, quella realizzata tra il 1999 e il 2006, sia stata costruita su un’immensa discarica di rifiuti occultati nel terreno. Del resto in questa zona basta scavare per trovare schifezze di ogni genere. Anche la brutta scoperta fatta ieri è stata del tutto casuale. I carabinieri forestali stavano infatti supportando le operazioni di sondaggio del suolo dirette dall’Arpac sulle aree sequestrate a ottobre. Ma è bastato che l’escavatrice inviata sul posto dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente si spostasse di pochi metri dal punto dei due precedenti rinvenimenti per trovare altri rifiuti nascosti nel sottosuolo: metalli, plastiche, bitumi, scarti dell’edilizia. A quel punto i carabinieri hanno dovuto per forza di cose dare il via a un altro sequestro, stavolta di un terreno dell’ampiezza di 100 metri quadrati. Su posto sono accorsi anche gli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella. “C’è anche amianto – raccontano – abbiamo fotografato i pezzi di eternit spaccato spuntati dallo scavo del terreno”. Gli ecologisti chiedono che i controlli vengano ulteriormente approfonditi e allargati a tutta l’area industriale. “Chiediamo che l’Arpac dichiari al più presto ciò che finora è emerso e che scavi più in profondità di quanto sia stato già fatto – puntualizza Cannavacciuolo – nelle prossime ore chiederemo di poter parlare con il procuratore di Nola per illustrare come stia effettivamente la situazione nel sottosuolo della zona industriale di Acerra perché un conto è parlare di rifiuti speciali e un altro di rifiuti pericolosi: c’è una differenza abissale tra le due tipologie di rifiuti”. L’area da cui stanno emergendo le scorie risulta sopraelevata di circa tre metri.