Ad aprile la decisione sulle indagini legate alla struttura contestata.
Il prossimo 20 aprile il gip del tribunale di Nola, Paola Borrelli, deciderà se archiviare o meno la denuncia di alcuni addetti comunali e di due ambientalisti pentastellati firmata contro l’installazione del ripetitore per la telefonia cellulare che campeggia sul tetto del municipio. La richiesta di archiviazione è stata formulata dal pubblico ministero ma dovrà essere il giudice Borrelli a decidere se accoglierla o meno disponendo, in quest’ultimo caso, un supplemento d’indagine finalizzato all’accertamento di eventuali responsabilità amministrative, chiamate in causa nella denuncia per aver messo in pericolo la salute di tutti coloro che frequentano in modo stabile la casa comunale. La denuncia era stata inoltrata alla procura di Nola nel maggio del 2013. Due dipendenti comunali e due ambientalisti, Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio (entrambi noti nella zona anche militanti del Movimento Cinque Stelle) scesero sul piede di guerra contro il ripetitore della Nokia, l’antenna per i telefoni cellulari fatta installare anni fa sul tetto del comune con un contratto di locazione risalente al 14 settembre del 2011 con la società Nokia Siemens networks Italia spa. Con questo contratto il comune di Acerra , in attuazione della delibera numero 20 del 18 giugno 2008 approvata dal consiglio comunale, ha concesso in affitto a Nokia gli spazi del terrazzo di copertura della casa comunale. Scopo: installare uno o più ripetitori per cellulari. Ma questa installazione suscita allarme e preoccupazione sia tra i cittadini e in particolar modo tra i lavoratori dipendenti del comune per i danni che questa localizzazione potrebbe arrecare alla salute dei soggetti esposti direttamente alle radiazioni elettromagnetiche e per un generale peggioramento della qualità della vita a causa della presunta carenza “delle più elementari misure di sicurezza attorno a questi impianti”. Per cui il 7 novembre del 2011 le organizzazioni sindacali della funzione pubblica i dipendenti comunali e i comitati “ Donne 29 agosto” “Organismo Sicurezza Sociale” “Guardie Ambientali” e l’ “Endas” hanno depositato in municipio una richiesta motivata allo scopo di revocare l’autorizzazione di questi ripetitori per la telefonia mobile. Comunali e ambientalisti ritengono che l’area prescelta sia inadeguata perché il municipio è ubicato proprio di fronte a un altro edificio abitato presso cui già risulta da tempo installato un altro impianto per le telecomunicazioni di notevoli dimensioni. E proprio in mezzo a questa sorta di “ polo del cellulare” ci sono nell’ordine un parco giochi per bambini, un campo sportivo e una scuola materna ed elementare a tempo pieno. Eppure la legge numero 36 del 22 febbraio del 2001 sancisce i principi basilari per prevenire i rischi da esposizione alle radiazioni elettromagnetiche. In particolare questa legge stabilisce che ogni operazione d’installazione di questi apparati sia preceduta da azioni di informazione e di concertazione con la cittadinanza e che tutte le informazioni acquisite nell’iter istruttorio propedeutico all’installazione di questi dispositivi facciano riferimento quale elemento ineludibile alla preventiva autorizzazione dell’ARPAC in caso di mancato confronto con la popolazione.
(Fonte foto: rete internet)






