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Mercoledì 12 febbraio, a partire dalle ore 18.00, nella Biblioteca Giancarlo Siani. Nel libro sono analizzati in una prospettiva nuova, costruita anche su documenti inediti, gli avvenimenti del decennio 1860- 1870: il crollo della monarchia borbonica, Garibaldi, le luogotenenze, lo Stato unitario, la complicata questione del brigantaggio. Ne discutono con l’autore Antonio De Simone, Carmine Cimmino e Pasquale Granata. 

 

L’ Associazione culturale “Vesevus” presenta il libro del prof. Carmine Pinto, docente ordinario dell’ Università di Salerno, “La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860- 1870.”. E’ una iniziativa di grande significato, quella della “Vesevus”, perché il libro del prof. Pinto, pubblicato da Laterza, si propone di inquadrare in una rigorosa prospettiva- il rigore del metodo, il rigore della “lettura” dei documenti –  la storia del fatale decennio 1860- 1870, intorno al quale, in questi anni, si sono costruite “interpretazioni” dettate, in qualche caso, più che dalla filologia, da una propaganda “multicolore”. Il libro del prof. Pinto dà una lettura sostanzialmente nuova del fenomeno del brigantaggio, una lettura che va oltre la posizione di coloro che videro nel fenomeno prima un inevitabile “effetto collaterale” del processo unitario, poi, soprattutto dopo gli studi di Franco Molfese, un vero e proprio conflitto sociale e, infine, un aspetto essenziale del mito del regno borbonico “come realtà felice e progredita…un mito alimentato da una pubblicistica molto popolare, che ha trovato il suo brodo di coltura nel perdurante divario tra Nord e Sud del nostro Paese, generando una sorta di patriottismo rivendicativo. Ma che deve non poco al perdurante fascino della figura del bandito sociale che ruba ai ricchi per dare ai poveri. L’aggiornamento degli strumenti storiografici consente invece di affrontare la relazione tra scontro interno, patriottismi opposti, tradizioni politiche alternative, mobilitazione e politicizzazione dei gruppi sociali.”. Questo scrive il prof. Carmine Pinto nell’ “introduzione” del libro: e si capisce subito quanto sia innovativa la “lettura” che egli dà del processo di unificazione e della questione del brigantaggio. Ne discuteranno con lui il prof. Antonio De Simone, che ha scritto e sta scrivendo pagine fondamentali dell’archeologia vesuviana ed è profondo conoscitore della storia del territorio; Pasquale Granata, della “Fondazione IFEL Campania”, che certamente affronterà la questione del “perdurante divario” tra Nord e Sud e ci indurrà a chiederci se questo “perdurante divario” sia anche una conseguenza della guerra del brigantaggio e della struttura che venne data all’Italia unita; Carmine Cimmino, che ha scritto un libro sui briganti del Vesuvio, l’anastasiano Vincenzo Barone e Antonio Cozzolino “Pilone”, e ritiene che ci sia un vuoto nella storiografia della prima metà dell’Ottocento, che forse non ha colto l’importanza e il ruolo della delinquenza organizzata nel Vesuviano e nel Nolano: non a caso, ha scritto recentemente Cimmino, Barone e Pilone vengono “traditi” da camorristi, dalla camorra “alta” e da quella “bassa”. 

Coordinerà il dibattito Melania Marciano, presidente dell’Associazione “Vesevus”.