POMIGLIANO D’ARCO. Come nel Portogallo de Le Intermittenze della Morte di Saramago anche a Pomigliano e Casalnuovo non si può più morire. Almeno carte alla mano.
Prosegue l’attività di prevenzione antimafia messa in atto dalla Prefettura ai fini della tutela dell’economia legale nel contesto territoriale metropolitano che ha portato, dall’inizio dell’anno in corso, tra l’altro, all’adozione di 25 provvedimenti interdittivi destinati ad altrettante società direttamente e/o indirettamente condizionate dalla criminalità organizzata. In tale ambito, da ultimo, il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, ha firmato 5 provvedimenti antimafia nei confronti di altrettante società e agenzie di Pomigliano d’Arco e Casalnuovo, operanti nel settore dei servizi funebri, sulla base degli accertamenti condotti dall’Arma dei Carabinieri e dell’attività del “Gruppo Ispettivo Antimafia” presso questa Prefettura.
Versante Casalnuovo. “L’applicazione dei nostri protocolli di legalità ci ha consentito di agire tempestivamente sulla vicenda che riguarda l’attività di alcune pompe funebri che operano sul nostro territorio e quello di Pomigliano – ha dichiarato il sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia – Questa mattina infatti abbiamo già provveduto a notificare a due ditte funebri il divieto di prosecuzione delle loro attività. Una delle due società, inoltre, aveva già smesso di operare da diversi giorni sul territorio casalnuovese”.
Pomigliano congela la morte. La città di Pomigliano d’Arco resta senza ditte di onoranze funebri sul territorio lasciando i cittadini privi di un servizio adeguato in caso di lutto. E’ l’effetto delle interdittive antimafia emesse dal Prefetto di Napoli, Claudio Palomba, che hanno raggiunto tutte e quattro le ditte operanti in città. Secondo il prefetto ”sussistono tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata e tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi”, tanto da rendere necessari i provvedimenti ostativi firmati lo scorso 5 agosto, e trasmessi al Comune il 12 agosto per la relativa notifica alle aziende in oggetto.
Interessi che non sono passati inosservati agli occhi degli inquirenti e nemmeno della polizia municipale di Pomigliano d’Arco guidata da qualche anno dal comandante Luigi Maiello, che in passato aveva anche posto sotto sequestro carri funebri e che ieri ha provveduto al sequestro di una delle attività, in quanto continuava ad operare nonostante il provvedimento del Prefetto. ”A Pomigliano d’Arco non esistono più ditte di pompe funebri – ha commentato Maiello – perché tutte raggiunte da interdittiva antimafia. Ora è necessario avere una lista di quelle oneste da parte delle associazioni Antiracket regionali”.


