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Volla: questione Parco Palladino, terza parte

Abusi, denunce, relazioni, sopralluoghi: riusciranno gli abitanti del Parco Palladino, ad acquisire i locali, che hanno pagato in tutti questi anni con affitto, doverosamente, in nero? Al comune, l’ardua sentenza.

Riepilogando, dopo una serie di abusi, denunce, relazioni, collaudi, sopralluoghi, ordinanze e omissioni, il piano terra e l’ultimo piano dei fabbricati del Parco Palladino vengono dichiarati “abusivi”, sottoposti a sequestro e ceduti in custodia al Comune per essere acquisiti a patrimonio comunale. Ma l’ufficio tecnico non predispone gli atti per l’acquisizione definitiva e quindi questa “inadempienza” (distrazione o dolo?) consente al Palladino di poter chiedere la “sanatoria” con restituzione, legalizzazione, agibilità e cambio di destinazione d’uso. La questione ancora oggi non è stata risolta.

Intanto, come spesso accade alle nostre latitudini, nonostante la loro abusività, i locali dei piani inferiori e dei piani superiori vengono affittati, per la maggior parte agli abitanti del parco, che in cambio elargiscono al proprietario (Palladino) un mensile per circa trenta anni. Ovviamente il denaro (dai 50 euro, attuali, dei garage più piccoli, ai 200 euro di quelli più grandi, fino a circa 600 per le piccole fabbriche) è intascato rigorosamente in nero, esentasse!

Dal mese di luglio 2012 il Comune di Napoli, proprietario di molte case del Parco Palladino, comincia a venderle. Nello stipulare gli atti notarili si scopre che gli acquirenti “hanno 180 giorni di tempo per vedere se ci sono difformità sugli immobili o sulle aree condominiali“. Il Comune di Napoli con quella postilla scarica sugli acquirenti eventuali inadempienze o problemi non risolti. Alcuni cittadini, che conoscono la storia del Parco, fanno una petizione nella quale chiedono chiarimenti e la “sanatoria” su eventuali difformità delle aree condominiali. Una mattina di qualche mese fa gli inquilini del parco, si svegliano con una sorpresa. Sulle porte di alcuni dei locali abusivi sono affissi dei cartelli con la dicitura “Vendesi”. Qualcuno acquista o tenta di acquistare, qualcun altro, invece, conoscendo la “vecchia storia”, si rivolge agli uffici comunali per chiedere informazioni. Nel frattempo, il costruttore del Parco è passato a miglior vita e gli eredi hanno costituito una società che rivendica dal Comune la “Sanatoria”.

Dall’altra parte, un gruppo di cittadini, già proprietari delle abitazioni del parco, forma un comitato e rivendica, invece, il diritto di “sanare” i locali ed acquistarli dal Comune di Volla, che dovrebbe essere diventato il legittimo proprietario, a prezzi vantaggiosi, anche e soprattutto in virtù del fatto che, per circa trenta anni, quei cittadini hanno pagato l’affitto dei locali medesimi, rigorosamente in nero.

Ricordiamo che il T.A.R. Campania Napoli, Sezione II, 20 gennaio 2012 con la sentenza n. 308 sancisce che “L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive è atto dovuto, senza alcun contenuto discrezionale, avente natura meramente dichiarativa, subordinato unicamente all’accertamento dell’inottemperanza e del decorso del termine di legge fissato per la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi, che opera automaticamente con riguardo non solo all’opera abusiva ed all’area di sedime, ma anche alle pertinenze. Ne consegue che esso è sufficientemente motivato con l’affermazione dell’abusività delle opere connessa alla loro realizzazione senza previo titolo autorizzatorio e dell’accertata inottemperanza : “.

A tutt’oggi non è chiaro di chi sono quei locali e se il Comune di Volla possa e/o voglia concedere la “Sanatoria” agli Eredi Palladino. Infatti, lo stesso avvocato dell’ente comunica che gli uffici comunali devono ancora verificare se il Palladino avesse i titoli di proprietà degli abusi effettuati, cioè se al momento del progetto il costruttore si fosse riservato i famosi “spazi comuni” (i porticati e gli attici), diventati poi oggetto di abuso e di disputa, per poter chiedere la Sanatoria. Probabilmente, in caso contrario gli Eredi Palladino non avrebbero più nessun diritto.
Chi la spunterà, tra i cittadini e gli “Eredi Palladino”, considerando che l’arbitro di questa contesa è il Comune di Volla, anzi l’Ufficio Tecnico Comunale?

Oppure, l’amministrazione comunale è la proprietaria dei manufatti abusivi, già da molti anni grazie alle leggi e alle sentenze, e nonostante il “suo” Ufficio Tecnico?
Quindi l’Amministrazione Comunale, guidata dal Borgomastro Guadagno, deve decidere che cosa fare.
1.Cambiare la destinazione d’uso dei locali che sono stati acquisiti a patrimonio comunale e venderli, rendendo l’acquisto economicamente vantaggioso per i cittadini, e utilizzare i proventi per ristrutturare o eseguire la manutenzione del parco?

2. Restituire i locali ai “vecchi proprietari”, cioè agli Eredi Palladino?
(Ricordiamo che il Palladino ha commesso gli abusi, perso il diritto di proprietà, intascato in nero gli affitti per trenta anni, è rientrato in possesso dei manufatti con la complicità delle leggi sui condoni e dell’Ufficio Tecnico Comunale che, per distrazione o per dolo, non ha predisposto gli atti.)

I cittadini, ovviamente, vorrebbero acquistare ciò che hanno pagato, con affitto in nero, in tutti questi anni, ma, ovviamente, se il proprietario è il comune di Volla è un “conto”, se i proprietari sono gli eredi Palladino, il “conto” è decisamente un altro.
Se alla fine in questa contesa dovessero vincere gli “Eredi Palladino”, il danno erariale, derivante dal mancato introito della vendita dei locali, dovuto all’errore dell’Ufficio Tecnico, chi lo pagherebbe?

Vediamo come andrà a finire questa faccenda.
Intanto, come diceva il cittadino Totò: “E io Pago ..!”

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