11 novembre: è la data fissata dal giudice Giacobini della fine del processo sul traffico di rifiuti più imponente mai scoperto nel Napoletano.
L’appuntamento è per le 9 e 30 del mattino di martedì 11 novembre: sarà l’ultima udienza del processo Carosello Ultimo Atto, l’inchiesta sul traffico di rifiuti più imponente mai scoperto nel Napoletano.
In questo secondo grado il giudice d’appello Eugenio Giacobini dovrà valutare in particolare la posizione di tre fratelli acerrani, imprenditori dello smaltimento dei rifiuti, uno di loro è un carabiniere, del cognato di un boss di Marcianise e di altri due carabinieri. L’anno scorso sono stati tutti condannati a pene comprese tra i quattro e i sei anni. Molte le prescrizioni, che sempre in primo grado hanno salvato una serie notevole di imprenditori dei rifiuti e di tecnici, tra i quali alcuni ex dirigenti dell’ufficio tecnico comunale di Acerra.
Ora però, in particolare per chi è stato accusato di traffico di rifiuti, le parti civili sperano che l’Appello possa prendere in seria considerazione il reato di disastro ambientale. Ma tutto è possibile. Il rischio della prescrizione in questo secondo grado è stato infatti sempre dietro l’angolo. E adesso la gente che ha seguito la vicenda sta col fiato sospeso: accusati e accusatori. I giudici di primo grado sono riusciti a provare il traffico degli scarti grazie a una mole impressionante di documenti che, stando al giudizio, celavano un gigantesco giro di bolla falso ordito per nascondere la reale natura dei rifiuti da smaltire.
Scarti tossici provenienti in parte dal polo chimico di Porto Marghera e che sono stati sversati tra Bacoli, Qualiano e Acerra. Intanto l’ora x della giustizia nella Terra dei Fuochi è tra poco più di quindici giorni.





