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Terra dei Fuochi, il vigile eroe ucciso dal cancro: l’Inail boccia la richiesta d’indennizzo

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L’Inail nega che ad uccidere Michele Liguori, il casco bianco anti rifiuti, sia stato il suo lavoro di controllo delle discariche abusive zeppe di scorie tossiche. Intanto la moglie sopravvive con una pensione di reversibilità di 900 euro al mese.

La pratica assicurativa era stata inoltrata all’Inail dalla famiglia del vigile Michele Liguori, il vigile eroe di Acerra, per ottenere il riconoscimento e il giusto indennizzo. Ma per l’istituto nazionale infortuni il cancro diffuso che ha ucciso il casco bianco “cacciatore” di discariche abusive non è riconducibile al lavoro di continuo contatto con i rifiuti tossici scoperti nei campi.

E così per la burocrazia di Stato la Terra dei Fuochi non ha ucciso Michele, morto a 59 anni il 20 gennaio scorso, dopo atroci sofferenze causate da un cancro diffuso ovunque. Alla sua famiglia non verrà corrisposta nessuna rendita, perché “la sua morte non è riconducibile all’evento”. Intanto la moglie del vigile, Maria Di Buono, sta percependo una pensione di reversibilità di poco più di 900 euro al mese. Il figlio, Emiliano Cuono, ingegnere informatico, è un precario che sta facendo di tutto per nobilitare al massimo il ricordo del papà. Di recente il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, su proposta dei comitati ecologisti, lo ha anche fatto inserire nell’osservatorio ambientale indipendente del comune.

Ma la questione è complessa. Se infatti l’Inail riconoscesse il danno provocato a Michele dal suo lavoro di contatto con i rifiuti pericolosi si costituirebbe probabilmente un precedente giuridico formidabile, in grado di spianare la strada a una valanga di altre richieste d’indennizzo nella flagellata Terra dei Fuochi. C’è chi rileva che però ci sarebbe da considerare la particolarità del lavoro svolto dal vigile eroe. Un uomo coraggioso, rimasto per anni praticamente solo a combattere contro gli sversamenti abusivi, sempre sul posto, sempre presente, sempre accanto a quei maledetti veleni, con gli scarponi che si liquefacevano mentre calpestava le scorie assassine.
(Fonte foto: Rete Internet)
 

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