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Somma saluta “zi’ Riccardo”, un pilastro della tradizione

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Oggi un velo di tristezza avvolge Somma Vesuviana per la morte di Riccardo Esposito Abate, detto “Zi’ Riccardo”, il fondatore del gruppo folk “Zi’ Riccardo e le Donne della Tammorra”.

 Il dolore e l’incredulità per la morte di Zi’ Riccardo ha pervaso dalle prime ore del mattino la cittadina vesuviana, lasciando attoniti i familiari, gli amici, i cittadini, e tutti coloro che, in un modo o nell’altro, lo avevano conosciuto.

In ognuno ha tracciato un segno indelebile. Non abbiamo perso, infatti, solo un baluardo della tradizione sommese, una persona che ha insegnato a tutti noi l’amore e la passione per la musica ed i canti tradizionali e per il mondo contadino che ne costituisce il substrato, ma soprattutto un grande uomo, che, con la sua disarmante semplicità, riusciva a dialogare con tutti, sia con quanti avevano la sua stessa visione del mondo sia con coloro che invece non condividevano le sue posizioni. I suoi interlocutori privilegiati, però, restavano i giovani, verso i quali aveva sempre un affetto ed un amore incondizionato, a cui trasmetteva con caparbietà e fermezza i valori nei quali credeva ed il rispetto per il mondo tradizionale di cui era figlio.

Non si risparmiava mai “Zi Riccardo”. Era sempre pronto ad offrire una parola, un detto, un abbraccio ed un sorriso capaci di entrare nel cuore anche delle persone più ostili e diffidenti, trasformandole in un istante da estranei a parte di un tutto, di un mondo genuino e ricco di sfumature e contrasti, un mondo autentico e vero di cui lui era il custode, un mondo fatto di piccole cose e di grandi emozioni. In tanti sono passati attraverso i suoi laboratori di tammurriata ed hanno avuto la possibilità di attingere all’enorme patrimonio di conoscenze di cui era il portatore, in tanti hanno visto germogliare la passione per la musica popolare, per il canto e per il ballo grazie alle sue parole ed all’energia vitale che trasmetteva, in tanti hanno mosso i primi passi nel mondo della musica tradizionale grazie a lui.

Ci ha insegnato la forza delle idee, la caparbietà nel difenderle e nel realizzarle con il lavoro onesto, l’importanza di non arrendersi di fronte alle difficoltà, il valore e la potenza dell’ottimismo e del pensiero positivo, l’energia dirompente dell’allegria e della giovialità, l’importanza dell’accoglienza e della valorizzazione di tutte le potenzialità umane, il rispetto dell’altro e, una cosa che ribadiva spesso, delle donne e della parità tra i sessi, ma soprattutto la disarmante efficacia comunicativa della semplicità. Uno sguardo di Zi Riccardo riusciva a dire quello che mille parole non sarebbero state in grado di esprimere, un suo sorriso ed un suo abbraccio a trasmettere l’amore e l’affetto autentici che riusciva a sentire e a regalare.

Ha creduto fino in fondo nelle sue idee, ha lottato senza sosta per sostenerle ed è riuscito, nonostante i momenti di difficoltà, a portarle avanti negli anni, a trasmettere a diverse generazioni ciò che lui conosceva dei suoni, dei canti e dei balli tradizionali di Somma Vesuviana, ed a mantenere viva non solo la tradizione musicale, ma anche quella contadina ad essa connessa. Il gruppo folk di “Zi Riccardo e le Donne della Tammorra”rappresenta la concretizzazione di un suo grande sogno, è il frutto del suo lavoro pluriennale e della sua capacità di farsi nucleo attrattivo di persone di diversissima estrazione e provenienza, ma anche radice di una tradizione che si trasmette in maniera diretta.

Le manifestazioni a cui partecipava e, soprattutto, le feste tradizionali di cui si faceva promotore come la vendemmia, il “Sabato dei fuochi” ed il “Fucarone di sant’Antonio” diventavano sempre occasione di divertimento e spensieratezza indimenticabili per quanti vi partecipavano. Incontrare Zi’ Riccardo era sempre una festa. Lascia un grande vuoto, ma anche una grande eredità che sicuramente vedrà nel nipote Riccardo Esposito Abate un degno erede. Grazie “Zi Riccardo” per tutto quello che ci hai donato. Ci mancherai tanto ma resterai sempre vivo nel ricordo e nel cuore di tutti noi.
Raffaella Tirelli

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