La Città Cambia e Legambiente: “Non vogliamo essere in cattiva fede, ma il problema è forse a chi affidare la gestione?”
Presidio per Parco Europa. Uno dei pochi spazi ricreativi della città, quello che aveva ospitato negli ultimi anni alcune partecipate manifestazioni. Chiuso, nel degrado. Perché? Se lo chiede «La Città Cambia», se lo chiede Legambiente. Ma a sentir loro l’amministrazione non solo non fa nulla, nemmeno risponde che è più grave.
Ecco allora che si insinua il sospetto, che serpeggia il dubbio, quello espresso a chiare lettere dagli organizzatori del presidio che domenica 22 settembre si è tenuto fuori dalle cancellate – chiuse, sbarrate, serrate – di piazza Europa: il problema sarà forse a chi affidare la gestione? Che i tempi lunghi e il lasciare nell’incuria uno spazio che potrebbe essere utile per far giocare i bimbi, per posizionare giostrine ed elementi ludici, per immergersi nel verde con l’aggiunta di piante, aiuole, magari anche fiori, sia da addebitare ad una scelta che non vede al primo posto l’interesse comune?
La domanda è lecita e il presidio di stamattina che probabilmente si ripeterà se ai sit- in, alle lettere, ai manifesti firmati da La Città Cambia e condivisi, quantomeno nel merito, da alcuni consiglieri di opposizione non ricevesse in tempi brevi una risposta esaustiva da Palazzo Torino. «La proposta di La Città Cambia, unitamente a Legambiente, è quella di scartare il modello di gestione privata del parco pubblico» – si legge. Dunque restano associazioni, gruppi di volontariato, semplici cittadini. Intanto bambini, anziani, chi è in cerca di un angolo di tranquillità o di un’occasione per socializzare, trova i cancelli della villa serrati.
(fonte foto: Facebook)

