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Somma, i candidati a confronto sulla vocazione della Città

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Città d’Arte ad economia turistica per Allocca, “sistema cultura” per Auriemma, il “brand Somma” di Metodio, la visione romantica di Piccolo e lo strumento “fondazione” per la Raia che punta alla promozione, anche estera, della città.

Quattro domande che i candidati sindaco invitati conoscevano già, quindi nessun confronto e nessun effetto sorpresa nella serata tenutasi nel cortile di Palazzo Torino e organizzata dalle associazioni «Civis» e «Amici del buon vivere» con la conduzione di Raffaele Esposito.

Domande nate dalle tante (più di 50, dicono gli organizzatori) proposte dagli stessi cittadini su facebook, e recapitate qualche giorno prima a tutti i cinque competitor: Raffaele Allocca, Giuseppe Auriemma, Lorenzo Metodio, Pasquale Piccolo e Paola Raia. Che sono dunque giunti, per così dire, preparati. Una foto di gruppo tutti insieme con ben in vista la maglietta Telethon, uniti nella solidarietà, anche quella per gli operai Dema che stanno vivendo momenti di forte disagio. Il tempo di uno scatto e poi le differenze si sono messe subito ben in mostra. Qualche momento di tensione, con un disoccupato che ha contestato, le claque pro o contro e, nonostante il «piatto pronto», c’è chi fra i cinque ha trovato la maniera di togliersi sassolini dalle scarpe, per usare un eufemismo. Come il sindaco uscente che non ha mai dimenticato chi è il suo principale «nemico» rivolgendosi, anche con una chiara gestualità, alla candidata Pdl, Paola Raia.

Tanto è vero che alla prima domanda «Quale dovrebbe essere la vocazione preferenziale della città di Somma Vesuviana, industriale, commerciale e dei servizi, turistica, culturale o agricola, e quali dovrebbero essere gli strumenti preferenziali per favorire questa vocazione?», il primo a replicare, proprio Allocca in virtù dell’ordine alfabetico, ha risposto sì, ma non prima di aver lanciato una bordata ad una lista, l’Udc che sostiene la Raia, piombata sulla platea come una granata. «Voglio invitare il capolista Udc – ha detto Allocca – a riassumere l’operaio che ha licenziato subito dopo aver appreso che sua moglie era candidata in una delle mie liste. Ha due opzioni, o lo riassume o rinuncia a fare l’amministratore, chi licenzia un operaio non può candidarsi a governare un paese». Un’accusa grave per la quale si attende una smentita (la Raia non ha replicato in merito, nel corso della serata). Poi la risposta sul quesito posto.

«Mi invitate a nozze – ha dichiarato il sindaco uscente – tutti voi sapete che Somma Vesuviana è diventata Città, ma noi abbiamo anche chiesto, con un voto nell’ultimo consiglio comunale, che possa divenire “Città ad economia turistica», proprio perché abbiamo chiaro il suo futuro che è quello turistico – ricettivo, un passo avanti che ci consentirà di accedere a fondi finora negati. Le presenze in città nei soli fine settimana, nei nostri locali, ristoranti, pub ammontano a circa 7 mila unità, una marea montante, una fonte di ricchezza per Somma e valorizzeremo ancor di più le ricchezze come il Castello d’Alagno, dove non ci saranno matrimoni o comunioni bensì eventi di portata culturale, scientifica, grandi eventi e diverrà la sede di corsi universitari. Noi pensiamo a creare quel lavoro che oggi non c’è e che pure, con i tanti cantieri aperti, abbiamo creato, nonostante i tagli del governo e nonostante la crisi. Somma non è come i paesi limitrofi, noi non siamo un paese in declino».

Anche Giuseppe Auriemma ha «disegnato» la sua idea di vocazione della città: «La vocazione di una città è definita dalla sua collocazione geografica e dai piani che arrivano dagli organi sovra comunali, il Ptr, il Ptcp, il Pso, noi dobbiamo assecondare questo indirizzo ma integrandolo, senza sovvertirlo. Somma insiste in una zona a rischio e dovrà progressivamente diventare un’area principalmente turistica e io aggiungerei “culturale”, con la nostra agricoltura di eccellenza. I beni culturali, la nostra ricchezza, devono fare sistema, il piano urbanistico comunale dovrebbe disegnare un’idea, la visione di città che vogliamo lasciare ai nostri figli. La città deve avere un appeal, attirare investimenti, l’errore c’è stato, in questi anni, in una politica che non ha saputo farlo, in una classe dirigente che ha pensato agli affari, non al futuro».

Il più applaudito tra i cinque, il candidato Lorenzo Metodio ha fatto notare che la città di Somma, la terza per estensione in tutta la provincia di Napoli, non avrebbe una vocazione preferenziale: «Bisogna riflettere, chiedersi perché tante aziende e tanti esercizi commerciali hanno chiuso preferendo andare via di qui – ha detto Metodio – essere sì attrattivi ma tramite strumenti come i Pip, oggi bloccati, rivitalizzare il commercio dicendo forte che questa città non ha bisogno di un nuovo centro commerciale, puntare su centri commerciali naturali o sulle botteghe dei mestieri che possono essere finanziate con fondi europei, riprenderci servizi come l’Inps o il collocamento e smetterla di ripetere che Somma ha una vocazione ricettiva quando non c’è nemmeno un posto letto. Turistica sì, ma occorre creare un museo diffuso con un piano serio e un brand, puntando sul marketing territoriale, farci rientrare nei percorsi turistici attirando qui i visitatori del percorso Napoli Pompei, farli mangiare nei nostri ristoranti, far loro visitare le nostre bellezze. Ho preso contatti con l’Ente Parco del Vesuvio e sia chiaro, se lo stesso Parco serve solo a sistemare pezzi di politica noi non ne abbiamo bisogno, la montagna la tuteliamo da soli. Quello che invece serve è una filiera virtuosa, con terrazzamenti gentili nel rispetto della biodiversità».

Somma Vesuviana, per il candidato sindaco Pasquale Piccolo, ha una duplice vocazione: quella agricola e quella turistica, ed entrambe andrebbero valorizzate. «Sono figlio di un contadino e sono più romantico – ha detto l’avvocato Piccolo – questa città ha terreni coltivati da monte a valle e un’amministrazione seria deve incentivare gli agricoltori a consorziarsi. Si devono valorizzare i nostri prodotti, dalle albicocche alla catalanesca, trasformarli e importarli, è assurdo che qui mangiamo frutta che arriva da fuori. Il turismo va sì incentivato ma con costi ridotti, senza spese folli, interfacciandoci con enti e scuole ed importanza va data anche alle piccole attività industriali, quelle rimaste, a carattere familiare e artigianale oggi in sofferenza perché non possono allargarsi, non possono avere concessioni edilizie e dunque non possono assumere, creare lavoro. I miei competitor hanno illustrato tanti bei progetti faraonici, io sono più realista e nel mio programma c’è una cabina di regia per intercettare finanziamenti europei, cogliere le opportunità finora perse».

Una fondazione per lo sviluppo turistico e culturale di Somma Vesuviana che faccia conoscere anche all’estero la città, nel programma di Paola Raia che punta su agricoltura e, appunto, turismo. «I nostri prodotti agricoli sono particolarmente prelibati e vanno valorizzati – ha detto la Raia – ma sono necessarie le infrastrutture primarie, i servizi adeguati, gli strumenti. E lo strumento principe deve essere un nuovo piano urbanistico comunale che sostituisca il datato Prg. Un Puc che disegni anche il recupero degli insediamenti abusivi sul nostro territorio, con opere di urbanizzazione e zone verdi. Occorrono strutture per l’accoglienza di flussi turistici, incentivi per la produzione agricola di qualità, mercatini a km zero e un disciplinare che spinga la filiera enogastronomica del nostro territorio, i tanti locali e ristoranti, a servirsi dei nostri prodotti».

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