Relazione dell’architetto Eliani in risposta ad un’interrogazione Pd: “Rifiuti e abusivismo hanno devastato i canali”. E gli effetti si sentono anche sulla rete cittadina.
Un quadro devastante e un atto d’accusa sia alla Regione sia al consorzio generale di bonifica: infine è essenzialmente questo la relazione che porta la firma dell’architetto Eliani e che il sindaco facente funzioni, Salvatore Di Sarno, ha presentato nel recente consiglio comunale in risposta ad un’interrogazione in merito dei consiglieri Giuseppe Cimmino e Giuseppe Auriemma (Pd).
Gli alvei, è evidente dalle situazioni critiche che si presentano ad ogni fenomeno atmosferico che comporti qualche precipitazione in più, necessiterebbero di manutenzione costante per garantire il deflusso delle acque. Un deflusso spesso impedito non solo dalle cause naturali, ma anche da quelle causate da mano umana: dallo scarico abusivo di rifiuti di ogni genere, all’impermeabilizzazione degli alvei tramutati, innaturalmente, in strade carrabili. E che oggi la portata sia insufficiente, Eliani lo scrive nero su bianco nella relazione di risposta ai consiglieri Pd. «Un diffuso quadro di degrado». Ma la responsabilità di chi è?
Era il 2009 quando si firmò un protocollo d’intesa tra diversi sindaci della provincia di Napoli, tra i quali figurava l’allora primo cittadino di Somma Raffaele Allocca, il commissario straordinario del consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno (all’epoca era Alfonso De Nardo) e l’assessore regionale all’agricoltura pro tempore (Gianfranco Nappi). Dai rilievi di allora, si evinceva l’insufficienza in più punti delle sezioni idrauliche dovuta al trasporto solido proveniente dai versanti collinari e alla progressiva impermeabilizzazione dei suoli scolanti nei canali; l’inquinamento dei corsi d’acqua dovuto a numerose immissioni di acque reflue non depurate; il dissesto localizzato delle sponde e delle opere di sistemazione idraulica; la presenza nel letto, sulla superficie e nel corpo delle sponde e degli argini, di materiale di rifiuti potenzialmente inquinante.
In virtù di una legge regionale, chi dovrebbe provvedere a normalizzare la situazione è proprio il Consorzio di Bacino del Volturno ma ad oggi, sugli alvei di Somma Vesuviana, non risulta alcun intervento predisposto da chi di dovere. Eppure, in seguito a quel protocollo d’intesa furono stanziati dei fondi ad hoc e nel 2010 personale dell’Arpac, insieme a personale del Comune tra cui lo stesso architetto Eliani, dispose sopralluoghi per individuare i rifiuti abbandonati, caratterizzarli per stabilirne la natura, rimuoverli e campionare il terreno per valutarne lo stato ambientale oltre che decespugliare le sponde degli stessi alvei.
Cosa successe poi è uno di quei paradossi tutti italiani: la giunta regionale sospese la delibera del piano di azione provocando anche la sospensione dei lavori in corso e il rinvio di quelli programmati. Insomma, furono chiusi i cantieri e rinviati quelli da aprire, tra i quali anche quelli di comuni del Vesuviano come Somma e Sant’Anastasia. Tant’è che i sindaci (Allocca ed Esposito) inviarono un documento al presidente Caldoro e all’assessore regionale Romano nel quale sollecitavano un «incisivo intervento che renda possibile l’attuazione del piano, senza indugio». Quel documento fu condiviso dai sindaci di Marigliano, Massa di Somma, Ottaviano e Pollena Trocchia.
«I canali borbonici sono ormai delle cloache a cielo aperto» – dichiarava allora il sindaco Allocca. Tutto ciò non può non avere conseguenze sui cittadini. E infatti, una delle conseguenze è che il sistema fognario cittadino di raccolta delle acque bianche, durante le piogge insistenti, risulta insufficiente e spesso le acque si riversano non nella sede naturale degli alvei ma per le strade, mandando in tilt l’intero sistema. Intanto però a dicembre 2012 il comune di Somma Vesuviana ha proceduto a interventi di manutenzione (pur se la competenza sarebbe della Regione e del Consorzio di Bonifica), segnalando pure (ad ottobre 2013) la rottura di un tratto della sponda di contenimento dell’Alveo Piccolo Riaglio con conseguente fuoriuscita di notevole quantità d’acqua nei fondi privati limitrofi (la Regione ha poi stanziato 60mila euro).
E a gennaio 2014 la giunta comunale di Somma Vesuviana ha approvato il progetto definitivo dei lavori di manutenzione degli alvei Santa Maria del Pozzo, Fossa dei Leoni e Macedonia – Costantinopoli, mentre si procedeva nel frattempo alla pulizia e alla manutenzione delle reti fognarie e delle caditoie. Inoltre, per mitigare il rischio inondazioni l’Utc comunale ha attivato le procedure per la realizzazione di alcuni tratti di rete fognaria in punti strategici del territorio sommese: via Marigliano, via Vignariello, via Pizzone Cassante, via dei Gerani, via Mele, via Orlando.
Gli alvei però sono abbandonati a sé stessi, né la Regione, né il consorzio di Bacino, enti responsabili e deputati a farlo, se ne sono occupati. E i fondi necessari, il Comune non li ha.



