Si fanno insistenti le voci di un cambio di guardia nel settore Lavori Pubblici e all’Ufficio Affari Legali e del Contenzioso.
Il dopo vacanze, si sa, è tempo di bilanci, di buoni propositi, ma anche di resa dei conti, di possibili cambiamenti. Dopo le ferie, mentre le aziende cercano la svolta necessaria al miglioramento, la politica chiede verifiche politiche, specie se si è prossimi alle elezioni. Distratta dal pastrocchio Castello D’Alagno e dalle continue gaffe dell’assessorato alla cultura e degli show sui social network del presidente del consiglio, la città sembra non essersi accorta dei malesseri della politica locale, malesseri legati per esempio ai debiti fuori bilancio, alla lunga lista dei contenziosi, al preoccupante rallentamento di iniziative sulle opere pubbliche.
Lo scorso settembre tenne banco la storia del licenziamento, su espressa richiesta di alcuni consiglieri del Pdl, della Dirigente dell’ufficio tecnico Mena Iovine, licenziamento che apparve subito immotivato e che portò, poi, all’immediata revoca dello stesso, cosa che spinse la minoranza a presentare al sindaco anche una interrogazione consiliare. Per settembre 2012 invece, la politica avrebbe chiesto la testa del dirigente dei settore lavori pubblici, l’architetto Errico Eliani, e del responsabile dell’ ufficio contenziosi, Nicola Anaclerio. Che i lavori pubblici abbiano subito uno stop e che diversi progetti si siano arenati per errori procedurali è sotto gli occhi di tutti, molto più complicata appare invece la pressione politica nei confronti di Anaclerio, di cui a tutti è nota la competenza e la dedizione, in particolare per le politiche sociali.
Non solo. Pare che sia stato proprio Anaclerio il primo, dopo tanti anni, a mettere ordine e regole nell’ufficio legale in merito agli incarichi e, soprattutto, avrebbe anche fatto finalmente il punto sulla lunga lista di parcelle, di cui molte anche particolarmente esose, che andrebbero evase. In pratica, ci sono avvocati che hanno ricevuto incarichi dalle passate amministrazioni e che attendono di essere saldati da più di 15 anni. Questi debiti fuori bilancio, come da prassi, andrebbero portati in consiglio comunale ma non riescono a varcare la soglia dell’Aula consiliare a causa di una certa resistenza da parte di alcuni consiglieri comunali. Da qui la necessità di prendere tempo, magari sollevando dall’incarico il dirigente Anaclerio.
Ovviamente, al momento sul fatto c’è il massimo riserbo.


