Ieri nella città della newco targata Marchionne migliaia di persone hanno partecipato al corteo dei metalmeccanici Cgil. Grandi assenti gli operai della Fiat. Ferrero (Prc) :”L’azienda li ha minacciati”. Ma il Lingotto querela.
Un lungo corteo, settemila tra operai provenienti da decine di stabilimenti, studenti, disoccupati, precari. Una manifestazione, quella di ieri, che, diversamente da Roma, Milano, Torino, Genova, non ha fatto registrare incidenti, caso unico nella giornata di sciopero generale proclamato da Cgil e Fiom. Dunque, paradossalmente, nessuno scontro di piazza proprio nel luogo simbolo del caso Fiat. Una giornata di mobilitazione preceduta dai picchetti che hanno fatto saltare le attività delle grandi fabbriche aeronautiche, Alenia e Avio. Nessun picchetto alla Fiat, però, i cui operai non hanno partecipato alla manifestazione. Un’assenza pesante che ha fatto scaturire polemiche a colpi di carta bollata. Dal palco del comizio il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, ha accusato la Fiat di “aver minacciato gli operai con metodi mafiosi per impedirne la partecipazione allo sciopero”.
Immediata la reazione del Lingotto: “ Abbiamo dato mandato ai nostri legali di querelare Ferrero ”. Solo picchetti e querele nel giorno della grande festa di Pomigliano della sinistra politica e sindacale. Il dato è da ribadire: nessuna violenza. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha marciato in corteo indossando la felpa rossa della Fiom. C’erano anche Nichi Vendola e Antonio Di Pietro contro “ Monti, Marchionne e l’avvio delle procedure di licenziamento di 19 lavoratori in attività nella newco”, estromissioni decise per far posto ad altrettanti cassintegrati iscritti alla Fiom il cui passaggio all’azienda è stato imposto dalla corte d’Appello di Roma, che ha rilevato un’incostituzionale discriminazione ai loro danni.
A questo proposito, durante il comizio di Pomigliano, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha annunciato un altro ricorso del sindacato al tribunale del lavoro di Roma, stavolta per annullare la “ barbara procedura di licenziamento ”. “ La reazione a una discriminazione è illegale ”, ha poi spiegato il leader dei metalmeccanici della Cgil alla folla adunata nella centrale piazza Primavera. La Fiom quindi prosegue la sua battaglia giudiziaria contro la Fiat. E’ la risposta che Landini ha voluto dare a chi in questi giorni aveva diffuso la voce di un possibile riavvicinamento tra il più grande sindacato metalmeccanico italiano e la più grande azienda del Paese. Una situazione confermata dalla proclamazione per il 5 e il 6 dicembre dello sciopero dei metalmeccanici.
“ Non ci fermeremo ”, ha avvertito il segretario Fiom. Duri i suoi giudizi sul governo Monti, ritenuti “ vessatori per i più deboli ” e “ compiacenti verso Marchionne e il grande capitale finanziario ”. Vertenza Fiat e politiche economiche, questioni che s’intrecciano. “ Bene ha fatto la segretaria Camusso a non recepire il testo sulla produttività ”, l’approvazione del segretario generale, per il quale una delle chiavi di uscita dall’impasse con il Lingotto è “ la legge sulle rappresentanze sindacali aziendali ”, che al momento, in base allo statuto dei lavoratori e al contratto dell’auto possono essere detenute solo dai sindacati firmatari. Su questo punto cruciale ieri Stefano Fassina, che ha partecipato al corteo, ha detto che “ La proposta Camusso va tradotta in legge ” ma che “ bisogna anche trovare la strada del confronto sindacale al di fuori delle aule di tribunale ”.
Convergenze e divergenze, la spinosa faccenda del precariato e del sottosalario. “ Ci vuole una politica che favorisca l’inserimento stabile – la posizione di Fassina – ma la crescita è decisiva ”. “ Il sottosalario – la risposta a distanza di Landini – si può risolvere cancellando 46 diverse forme di lavoro ”. Norma Sacconi, riforma dell’articolo 18. Altri campi minati nel terreno del centrosinistra. “ Presenteremo le firme dei referendum sull’articolo 8 e l’articolo 18 entro gennaio, ben prima delle elezioni, a tutte le forze politiche ”, l’ulteriore annuncio di Landini. Un episodio correlato. Alcuni giovani precari, tra loro un ricercatore universitario, durante la manifestazione hanno contestato Fassina per l’appoggio al governo.
“ L’Italia sarebbe andata a fondo ”, la replica, decisa, del dirigente Pd. Poco prima c’erano state le critiche di alcuni militanti del movimento “Insurgenzia” a Nichi Vendola, per l’alleanza con Bersani. A ogni modo il segretario di Sel è stato accolto a Pomigliano dall’abbraccio totale dei manifestanti e dello stesso Landini. Il leader di Sinistra e Libertà ha liquidato così il caso Fiat: “ Fabbrica Italia ? Un imbroglio ”. Qualche fischio è stato riservato ad Antonio Di Pietro, che ha poi detto: “ Solo la magistratura e la Fiom difendono i lavoratori ”.



