L’Istituto a Custodia Attenuata di Eboli (Icatt) è l’esempio concreto di come si possa fornire a detenuti tossicodipendenti o alcool dipendenti un vero e proprio percorso di recupero che comincia già all’interno del carcere.
Il ricorso alle misure alternative alla detenzione sembra costituire, allo stato, l’unica alternativa possibile alla custodia carceraria che, nonostante la sua natura di strumento applicabile solo in casi estremi ed in via residuale, costituisce spesso l’unica possibilità per il ristretto di scontare la propria pena, specie in caso di impossibilità di collocamento presso un domicilio alternativo.
Eppure, all’interno di realtà a noi vicine si è da tempo, e con successo, sviluppata l’idea di una modalità di detenzione realmente “alternativa”, proprio perché innovativa e fortemente interattiva con il mondo esterno, che è chiamato a cooperare con la realtà dei reclusi ed a mitigare l’impatto con la vita “fuori”.
L’Istituto a Custodia Attenuata di Eboli (Icatt) è l’esempio concreto di come si possa fornire, a detenuti tossicodipendenti o alcooldipendenti, un vero e proprio percorso di recupero che comincia già all’interno del carcere, offrendo agli stessi la possibilità di riflettere su quanto commesso ma anche, e soprattutto, prendere coscienza del cambiamento, offrendo non mera teoria ma strumenti concreti di reinserimento sociale.
L’ingresso in istituto avviene dopo un’attenta selezione, basata sull’esistenza di radicate motivazioni ad uscire dalla dipendenza da stupefacenti e alcool, ai collegamenti con la criminalità: tra i requisiti di ordine personale l’età compresa tra i 19 ed i 30 anni, l’essere alla prima esperienza carceraria, la definitività della condanna inflitta, la residenza preferibilmente in Campania.
Numerosissime le attività ludiche e non a disposizione dei detenuti di Eboli: nella struttura è possibile sostenere gli esami per l’idoneità al liceo psicopedagogico, partecipare a corsi di informatica con conseguimento della patente europea, seguire corsi di teatro e pittura, sovente con conferimento di idonea attestazione spendibile anche al lavoro esterno.
I progetti dell’Istituto, inoltre, non rimangono circoscritti all’ambito nazionale: ad esempio, è del luglio scorso un progetto per portare l’e- learning in carcere, in collaborazione con l’Università di Montpellier e il carcere minorile di Buzias.
Questi ed altri progetti hanno portato l’Icatt ad ottenere, lo scorso mese di agosto, l’importante riconoscimento “Filippo Basile” con cui l’Associazione Italiana Formatori si propone di premiare le eccellenze nella pubblica amministrazione: un premio per l’attività di studio e di ricerca portate all’estero in collaborazione con le più importanti istituzioni penitenziarie ed accademiche, sperimentando pratiche innovative nel sistema della formazione permanente e nel diritto alla formazione.


