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Sant’Anastasia, il dirigente Terracciano ai domiciliari: gestiva la “monnezza” da oltre dieci anni

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Nell’inchiesta lampo sulle mazzette spunta il funzionario che aveva anche la responsabilità dell’urbanistica e dei tributi. Dodici consiglieri comunali si dimettono, mentre Pd e Rifondazione Comunista già pensano alle prossime elezioni.

Cinquantaquattro anni, gli ultimi dieci da responsabile dell’ufficio ambiente. Luigi Terracciano è stato arrestato ieri mattina. Un altro fulmine a ciel sereno per l’amministrazione di Sant’Anastasia dopo quello di sabato scorso quando in manette – e attualmente in carcere – finì il sindaco Carmine Esposito, accusato di aver preso una bustarella di 15mila euro dal titolare della ditta che si è aggiudicata l’appalto per la raccolta dei rifiuti. Negli ultimi tempi a lui erano anche state affidate le responsabilità di ragioneria e ufficio tecnico.

I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, al comando del maggiore Michele D’Agosto, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pm Cristina Amoroso che ha disposto gli arresti domiciliari nella sua casa di Somma Vesuviana per il dipendente comunale, accusato di tentata concussione per induzione. Anche Terracciano, prelevato ieri mattina dai militari dell’Arma presso gli uffici comunali di via Primicerio (foto), è dunque coinvolto nello scandalo tangenti che ha tanto scosso la cittadina vesuviana.

Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe chiesto alla ditta che ha vinto una gara d’appalto per conto del Comune, 2.500 euro, giusto la metà della cifra mensile che avrebbe reclamato il sindaco Esposito per “garantire un tranquillo prosieguo dei lavori”. La differenza, però, sta nel fatto che il dirigente non ha mai intascato la somma chiesta, a differenza dell’amministratore locale sorpreso dai Carabinieri con la somma di 15mila euro, presenti nella propria vettura. Il reato, che abbia o meno fatto in tempo a prendere i soldi non cambia. Gli inquirenti avrebbero tra le mani intercettazioni ambientali con le richieste.

Sarebbe proprio questo il motivo che avrebbe spinto l’imprenditore a denunciare tutto ai carabinieri il quale, conti alla mano, se avesse accettato le condizioni dettate dai due, si sarebbe visto dimezzare alla fine dell’appalto il ricavato netto del 50%. Le indagini, iniziate martedì 10 dicembre, sono state supportate da intercettazioni ambientali che sono apparse agli inquirenti da subito chiare ed inequivocabili. Nei prossimi giorni anche il dirigente, come è stato per il sindaco dimissionario già martedì, dovrà comparire dinanzi al gip per l’interrogatorio di garanzia. Esposito si è già difeso, ma le disposizioni non sono cambiate, resterà per adesso in carcere. La difesa del sindaco è affidata all’avvocato Vincenzo Maiello, quella del dirigente all’avvocato Mario Terracciano.

Nella stessa mattinata di ieri, inoltre, si sono dimessi tutti i consiglieri comunali di maggioranza compresi Capuano, Casagrande e Gammella “in segno politico e amministrativo di correttezza e trasparenza” mentre non tacciono sulla vicenda Rifondazione Comunista ed il Partito Democratico. Per i militanti del circolo Nello Laurenti “l’ex amministrazione Esposito, costruita sul bene del paese e sull’alta moralità, si è infranta sullo scoglio della serietà e del rispetto verso il proprio mandato elettorale. Non giudichiamo l’uomo e le sue azioni, le indagini sono ancora in corso e la legge darà le dovute risposte. Ma il paese non può restare fermo al palo. Non può subire gli errori e l’incoscienza di altri. Siamo convinti che solo con il ritorno al voto si possa riemergere dal profondo di questo pozzo nero e siamo pronti ad offrire una valida ed onesta alternativa”.

Il partito di Rifondazione Comunista auspica anche una solida unione di tutto il centro sinistra e di “riportare al primo posto il senso di comunità, calpestato ed umiliato da tre anni di amministrazione rancorosa e clientelare”. La segretaria del Pd, Grazia Tatarella, ha dal canto suo dichiarato: “Il paese vive un momento molto delicato ed inedito, per il quale emerge la necessità di fare chiarezza. Il Pd in un momento così complicato per la nostra comunità, ha il dovere etico-morale, prima che politico, di restituire le istituzioni ai cittadini. I fatti accaduti sono di una gravità inaudita e non possiamo tacere. Denunciamo con forza e ci impegneremo per ridare a Sant’Anastasia e agli anastasiani la dignità che meritano”.

A Tatarella fa eco il capogruppo consiliare democratico, Raffaele Coccia che ha affermato: “Dopo una serie di incontri con la dirigenza del partito era stato deciso che noi consiglieri del Pd avremmo rassegnato le dimissioni dal nostro incarico. Il tutto ci sembra davvero surreale. Il partito democratico si candida, sin da ora, insieme a tanti altri ad essere una guida amministrativa degna ed attenta alle molteplici problematiche del territorio. Bisogna ridare onore e credibilità alla nostra cittadina”.

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