“Ero straniero: incontriamoci in piazza”, la manifestazione di domenica 26 maggio svoltasi in piazza Siano, alla presenza delle istituzioni e degli stranieri presenti nel territorio anastasiano.
L’Italia, da Paese di emigranti, si è trasformata in un Paese di forte immigrazione a partire dai primi anni ’90, per via della sua posizione geografica che ne fa una delle porte d’Europa più appetibili. Il fenomeno è in forte crescita specie negli ultimi tempi e gli immigrati arrivano in particolare dai paesi poveri dell’Asia e dell’Africa e dai paesi dell’Europa dell’Est, come Ucraina, Polonia e Romania.
Gli immigrati costituiscono parte integrante del nostro tessuto sociale ed è proprio sulla base di questo fattore che è necessario lavorare per costruire una società inclusiva e aperta al pluralismo, consapevoli del fatto che una convivenza fruttuosa dipende dallo sforzo di capirsi a vicenda e di adattarsi gli uni agli altri. Proprio su queste promesse, l’amministrazione guidata dal sindaco Carmine Esposito, di concerto con l’ufficio Politiche Sociali e l’assessore Ciro Castaldo, coadiuvato da Luigi De Simone e Paola Maione, ha organizzato l’evento "Ero straniero… incontriamoci in piazza", che si è svolto domenica 26 maggio in piazza Siano e piazza G. Liguori.
I primi passi compiuti dall’Ente, con l’indagine anagrafica effettuata per avere dati certi sugli stranieri presenti in terra anastasiana, il convegno tenutosi per conoscere e far conoscere la loro realtà, la prossima apertura di uno sportello di ascolto finanziato dall’ex Ambito10, e la celebrazione della Pasqua ortodossa, hanno avuto ampi segnali di apprezzamento e sono stati preparatori all’incontro in piazza di ieri mattina. Dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito, il sindaco Esposito ha affermato che «ormai tutti parlano di immigrazione e stranieri ma c’è poca apertura mentale».
«La questione di fondo è etica e morale – chiosa il primo cittadino anastasiano – Non ci mettiamo mai nei panni di chi parte dal proprio Paese e lascia dietro di sé legami affettivi e risultati personali di un certo livello, per poi approdare in un Paese straniero: chi accoglie si pone sempre come muri di fronte a questa "emergenza umanitaria". I mass media, inoltre, intavolano il dibattito sugli immigrati solo quando questi sono protagonisti di fatti di cronaca e vengono considerati come il problema dell’Italia. Ma non è così per tutti. La ricetta per la giusta integrazione è il rispetto reciproco di tradizioni, culture e religioni, per contaminarci a vicenda. Gli stranieri devono entrare a pieno titolo nelle manifestazioni comunali e nel tessuto della nostra società».
Durante le battute finali il sindaco Esposito ha anche sottolineato l’assenza alla manifestazione delle chiese che «fanno chiacchiere mentre i fatti sono le iniziative vere» e dei giornalisti, attaccando dunque gli assenti ma ignorando quelli presenti. Subito dopo si sono susseguiti gli interventi di Leonid Domaretskyi, console dell’Ucraina il quale ha dichiarato che «l’Italia è un Paese caloroso che permette agli stranieri di integrarsi e lavorare e che feste come queste dovrebbero essere prese d’esempio dagli altri Comuni», mentre il console della Polonia, Dario Dalverme, ha affermato che «i polacchi che hanno lavorato in Italia hanno un bel ricordo degli italiani che accolgono con affetto le comunità straniere».
All’appello mancavano i rappresentanti della Romania, assenti per altri impegni ma i saluti della comunità rumena sono giunti lo stesso a Palazzo Siano con una nota. Parole di apprezzamento per la nostra Nazione sono state spese anche dal rappresentante del Bangladesh presente insieme all’associazione Sonar Bangla. La manifestazione è stata arricchita da stand espositivi in piazza dei prodotti tipici delle comunità straniere presenti a Sant’Anastasia, da alcuni lavori prodotti dai ragazzi diversamente abili del Centro Liguori e dai piccoli dell’associazione MIR, da una tenda di ascolto per raccogliere istanze ed esigenze degli immigrati e poi ancora da performance delle scuole del territorio, musica, danza ed un aperitivo conclusivo.


