Primo punto per la difesa al tribunale della libertà di Salerno, i legali dell’ex primo cittadino ottengono gli arresti domiciliari. L’accusa da cui il medico 58enne dovrà difendersi nelle aule giudiziarie, è di concussione.
Ieri mattina il tribunale della libertà di Salerno ha accolto la richiesta di riesame presentata dai difensori dell’ex sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito e nel tardo pomeriggio la decisione è arrivata: ad Esposito sarà applicata la misura di custodia cautelare che prevede gli arresti domiciliari.
Quasi due mesi nel carcere di Poggioreale, a partire dal 14 dicembre scorso. Non è stato possibile sentire i commenti dei legali dell’ex sindaco, Vincenzo Maiello e Antonio De Simone, ma è chiaro che da questo momento in poi ci si concentrerà sul processo. Esposito dovrà difendersi dall’accusa di concussione, reato particolarmente grave («Assai grave», disse al momento dell’arresto il procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso) se commesso nel ruolo di pubblico ufficiale. Da allora però, dopo l’udienza del tribunale del riesame di Napoli tenutasi a fine anno, la competenza che riguarda la posizione di Esposito è passata dalla Procura di Nola a quella di Nocera Inferiore, «separando» le sorti dei due indagati in questa vicenda.
Oltre ad Esposito infatti, nello scandalo «mazzette» a Sant’Anastasia, quello che poi ha causato lo scioglimento dell’amministrazione comunale e ha aperto le porte all’arrivo del commissario straordinario che condurrà il paese alle elezioni, è coinvolto anche Luigi Terracciano (difeso dagli avvocati Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio). Funzionario dell’ufficio ambiente, con mansioni che prevedevano anche le competenze su urbanistica e ragioneria, Terracciano fu arrestato nel suo ufficio quattro giorni dopo Esposito.
Con la stessa accusa, ma una differenza: nella macchina dell’ex sindaco i carabinieri trovarono poco dopo l’incontro, monitorato, con l’imprenditore, una busta con 15mila euro che rappresenterebbero secondo le accuse tre rate della tangente mensile; mentre Terracciano, sempre secondo le accuse, non avrebbe fatto in tempo ad incassare. Flagranza di reato per l’ex sindaco perciò, ma non per il funzionario che ha comunque una posizione non facile. Nelle intercettazioni ci sarebbero infatti alcuni colloqui tra lui e l’imprenditore della GPN di Sant’Antonio Abate (la ditta che opera per l’igiene urbana a Sant’Anastasia dopo un ricorso al Tar che ha spodestato di fatto la ditta vincitrice), che secondo gli inquirenti avrebbero il profilo di una vera trattativa sull’ammontare della mazzetta.
La notizia del ritorno a casa dell’ex sindaco per cui sui social network erano nati anche gruppi di sostegno è stata lanciata da alcuni sostenitori proprio su facebook, corredate da fotografie di brindisi virtuali. Il cambio di misura cautelare non fa però cadere le accuse. Fino ad ora l’ex sindaco si è sempre dichiarato innocente, e davanti al gip di Nola ribaltò la situazione dicendo che era stato l’imprenditore, in più occasioni, ad offrirsi di sostenere la sua attività politica e aggiungendo che tutta la storia si poteva definire soltanto come una «macchinazione ai suoi danni».
Luigi Terracciano preferì invece non rispondere davanti al giudice e si trova ancora agli arresti domiciliari. Frattanto Sant’Anastasia si prepara all’appuntamento con le urne, con papabili candidati dai volti vecchi e nuovi, per ricominciare il cammino interrotto bruscamente da una vicenda che fino al processo avrà ancora molte ombre.

