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Il Pd anastasiano contesta l’atteggiamento del primo cittadino nel consiglio comunale di ieri mattina, sospeso per bagarre.

Ieri si è consumata un’altra triste pagina della politica anastasiana. Nella pubblica assise, convocata per rispondere alle interrogazioni che i consiglieri comunali di opposizione avevano presentato nella seduta consiliare dello scorso 8 agosto, il sindaco, come suo solito, ha cominciato ad offendere con i soliti improperi il nostro capogruppo, dott. Giovanni Barone, definendolo ignorante e provocatore. Le nostre interrogazioni riguardavano argomentazioni serie, problemi importanti per la nostra comunità. Una riferita alla questione dell’isola ecologica, che a causa della delibera di Giunta Provinciale n. 500 del 23/07/2012, la quale blocca i finanziamenti da parte dell’ente Provincia.

Un’altra riferita all’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale. Ed infine una inerente l’affidamento della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Quindi, da parte del PD, interrogazioni consiliari volte a fare chiarezza sull’operato amministrativo di questa giunta minoritaria. Il nostro gruppo consiliare, responsabilmente, come sempre, partecipa alla massima assise cittadina con spirito propositivo di una forza politica che ha in sé grandi valori etici e morali per il perseguimento del bene comune, come ha dimostrato e sta dimostrando il Partito Democratico di Sant’Anastasia. Il primo cittadino, ormai allo sbando e senza più una maggioranza, messo alle strette dalle argomentazioni politiche del nostro capogruppo dott. Giovanni Barone, ha iniziato ad urlare come un forsennato e ad attaccare il nostro massimo rappresentante istituzionale.

Il clima antidemocratico creato da Esposito e dai suoi “accoliti” ha dell’inverosimile. In ogni seduta consiliare, questi ultimi, accorrono per applaudire il primo cittadino e per offendere e fischiare i membri dell’opposizione. Infatti, come solitamente accade in ogni consiglio comunale, qualche omaccione (sempre lo stesso), dalla platea, inveisce contro il nostro capogruppo, usando parole non consone alla sacralità del luogo, accompagnandole a risa sguaiate. Tanto che, il dott. Barone, di cui tutti conoscono l’onestà intellettuale, professionale e personale, stufo ormai di essere preso di mira, ha invitato l’omaccione chiedendogli di entrare nell’emiciclo per poter ripetere i suoi gesti inconsulti. Il primo cittadino, si è permesso di definire Giovanni Barone, un camorrista ed un delinquente nell’animo e con fare da “guappo della Sanità” ha invitato l’omaccione ad entrare nell’emiciclo, affermando che si sarebbe occupato lui di difenderlo.

Cari concittadini, come definite questo atteggiamento? E’ adeguato al fare di un sindaco? Ancora più in malafede Esposito, sul suo profilo facebook, afferma di essere mortificato per l’accaduto e mistificando la realtà continua dicendo che il nostro capogruppo ha aggredito un cittadino, con fare minaccioso e socialmente pericoloso. Invitando il suddetto omaccione a ridere sotto la cinghia dei propri pantaloni, mimando impudicamente l’atto. Roba da non credere! Meno male che noi siamo quello che facciamo e la storia di ognuno parla per noi. Gli anastasiani conoscono il dott. Giovanni Barone e mai crederanno a queste fandonie, montate ad arte, per cercare, invano, di screditare la sua persona.

Perché il sindaco non si è mortificato ed ha chiesto scusa ai cittadini ogni volta che il signore in questione o qualche suo fratello hanno usato improperi contro il capogruppo PD? O quando hanno minacciato l’incolumità fisica della dott.sa De Simone? Il suo, per nulla commovente, finto buonismo dov’era in quelle circostanze? Forse questa pseudo-amministrazione davvero si illude di avere ancora credibilità nel paese? Se così fosse, perché il sindaco non si dimette e va a nuove elezioni? Ormai non ha più una maggioranza ed una nuova consultazione elettorale, semmai dovesse vincere, gli darebbe di nuovo i numeri. Per quale motivo non lo fa? Sa che gli anastasiani sono un popolo intelligente e non lo voterebbero più.

Unica positiva della mattinata è che l’assessore ha finalmente ammesso, come da sempre affermato dal Partito Democratico, che la legge sulla “zona rossa” è immodificabile. Tranne, ovviamente, lo sviluppo e gli interventi compensativi, come disciplinato dall’art.2 comma 3 della legge regionale 10 dicembre 2003 n. 21. In virtù dei fallimenti politico amministrativi di Esposito e di ciò che resta della sua maggioranza, all’orizzonte come ieri in consiglio comunale, si sente la voce unanime dell’opposizione-maggioritaria gridare: “ELEZIONI…ELEZIONI…ELEZIONI!”