Sant’Anastasia. Comunità sotto shock per l’arresto del sindaco Esposito

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Il primo cittadino è accusato di aver intascato una bustarella di diverse migliaia di euro dal titolare della ditta che si è aggiudicata l’appalto per la raccolta dei rifiuti. Nessun commento dal mondo della politica.

Concussione. È questo il capo d’accusa che pende su Carmine Esposito, sindaco di Sant’Anastasia, eletto il 14 aprile 2010 sotto l’egida del PdL e poi fuoriuscito dal partito appena un anno e mezzo dopo, battezzando la teoria della "collocazione contro le appartenenze".

L’ex capogabinetto della Provincia di Napoli sarebbe stato sorpreso dai Carabinieri di Cisterna mentre intascava una mazzetta di diverse migliaia di euro da parte di un imprenditore, titolare di una ditta che quasi un anno fa si era aggiudicata un appalto per la raccolta dei rifiuti (LEGGI). Secondo quanto riportato in una nota diffusa dalla procura di Nola si evince che «l’indagine, nata da un’iniziativa di polizia giudiziaria, che ha saputo guadagnarsi la fiducia della vittima del reato, ha consentito – con il coordinamento della Procura della Repubblica di Nola, ed ottenute le autorizzazioni previste dalla legge – di monitorare tutte le fasi degl’incontri, dalla richiesta di tangente (5.000 euro al mese, ma con gli "arretrati" per gli ultimi tre mesi), alla consegna del danaro».

«I carabinieri hanno dunque potuto assistere alla dazione del denaro avvenuta di fronte al centro commerciale "Le Aquile" di Sant’Anastasia, ove l’amministratore e l’imprenditore si sono incontrati; hanno poi bloccato l’automobile del sindaco mentre si stava allontanando e lo hanno trovato in possesso della busta contenente il denaro che è stato sequestrato – si legge dal comunicato della Procura nolana – Sono in corso ulteriori accertamenti, volti a definire compiutamente tutte le ulteriori responsabilità nella vicenda. Al sindaco è contestato il reato di "induzione indebita a dare o promettere utilità", previsto dall’articolo 319 quater del codice penale (cosiddetta concussione per induzione)».

Sotto shock la cittadina vesuviana ed il mondo politico locale che al momento non reputa necessario rilasciare alcuna dichiarazione in merito. Grazia Tatarella ed Antonio Bianco, segretari rispettivamente del Pd e di Rifondazione Comunista, preferiscono «attendere l’esito dei lavori della magistratura prima di dare un giudizio su un fatto grave che va verificato fino in fondo». Non si esprimono sulla vicenda nemmeno il presidente del consiglio Lello Abete ed il capogruppo del PdL, Annarita De Simone.

Rita Terracciano
Rita Terracciano
Giornalista pubblicista

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