Poco dopo mezzogiorno un grosso pennacchio di fumo oscurava il Vesuvio, i VV. FF, in arrivo da Nola, hanno potuto solo estinguere le ultime fiamme. FOTOGALLERY
Solo negli ultimi giorni sono state tre le segnalazioni al 115 di grossi incendi lungo i quattro Km della SS 268 nel territorio di San Giuseppe Vesuviano. La zona è sempre la stessa: dal casello di Palma Campania a Piano del Principe passando per Contrada Beneficio.
Erano circa le 12,30 di giovedì 19 dicembre quando è partita la prima segnalazione al numero di emergenza di VV. FF : “Faremo il prima possibile” ci dice l’operatore dopo aver preso nota di tutti i riferimenti. L’autopompa arriva dalla sede di Nola, ha impiegato oltre 30 minuti per percorrere i 20 km di autostrada che separano il centro Vesuviano dalla città di Giordano Bruno, nel frattempo sono arrivati sul posto una pattuglia della Polizia Locale di San Giuseppe Vesuviano agli ordini del Tenente Caldarelli e il veicolo dell’Ufficio Ambiente con il Vigile Luigi Ambrosio.
Ci troviamo esattamente sotto la corsia opposta a quella interessata dal sequestro, in diretta nazionale, della discarica comunale di Contrada Beneficio avvenuta la settimana scorsa ad opera della Forestale. Oggi però niente telecamere e giornalisti con il taccuino, solo l’indifferenza dei tanti automobilisti di passaggio che tirano dritto incuranti della colonna di fumo nero, compreso un veicolo della Stradale che non nota neppure la nostra auto ferma sul ciglio della strada priva di corsia di emergenza con le frecce accese.
Purtroppo c’era ben poco da fare, della catasta di gomme e pezzi di auto era rimasta solo una massa di ferro informe, anche l’enorme colonna di fumo nero si era diradata e il vento aveva provveduto a disperdere per kilometri il puzzo di fuliggine che si era sprigionato dall’incendio. Il personale addetto all’autopompa si è calato lungo la scarpata e ha spento la brace che ardeva ancora. Solo allora si è capito che non erano rifiuti abbandonati da tempo ai quali qualcuno aveva dato fuoco per disperazione, si trattava di una pira organizzata per dargli fuoco e recuperare il metallo. Tanto è vero che verso le 16,30 tutto il materiale avanzato dalle fiamme era scomparso.
E’ chiaro che nella zona operano criminali specializzati nel recupero di metallo dai rifiuti industriali, gente senza scrupoli che non si ferma di certo davanti ad un cartello o ad una telecamera.
Dal canto suo l’amministrazione Catapano cerca di arginare il fenomeno adottando la linea dura: da una parte chiude le aziende non in regola e dall’altro ordina cancelli di ferro al fabbro per chiudere le strade interpoderali, confidando che poi i residenti chiudano i lucchetti la sera. Entrambe le soluzioni lasciano il tempo che trovano perchè le aziende chiuse dal Comune riaprono dopo meno di una settimana in un altro stabile grazie ad un sistema legislativo premiale che permette ai produttori fuorilegge di passare agevolmente attraverso le maglie della giustizia e poi rompere un lucchetto in aperta campagna e di notte è un gioco da ragazzi.
Il nocciolo del problema sta nella produzione a nero. Fino a quando sarà possibile avere aziende, parzialmente o totalmente a nero, avremo sempre un problema di rifiuti industriali scaricati ovunque. La realtà della Terra dei Fuochi non può essere risolta militarizzando il territorio. Servono politiche serie e di ampio respiro, il territorio non può essere lasciato a sè stesso per poi ricordarsene
solo quando si alzano preoccupanti colonne di fumo. Oggi ( 20 dicembre ) si discuterà dell’argomento in una conferenza stampa presso la sala consiliare del comune di San Giuseppe Vesuviano alla presenza del Vice Prefetto Dr. Donato Cafagna responsabile per il governo della Terra dei Fuochi, e gli amministratori comunali.
Staremo a vedere.






