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San Giuseppe Vesuviano. Manutenzione di piazza Elena D’Aosta fra le polemiche

I lavori di manutenzione delle aiuole della piazza D’Aosta procedono spediti nonostante il botta e risposta fra maggioranza e opposizione a mezzo comunicati stampa. Fotogallery

 Piazza Elena D’Aosta fino agli inizi degli anni ’80 era il luogo dove si svolgeva il mercato domenicale. A seguito dello spostamento nella moderna area di via Macello si pensò di creare la piazza che vediamo oggi e di intitolarla alla principessa di casa Savoia che tanto fece negli anni trenta per la cittadina vesuviana.

Peccato che la manutenzione di questo piccolo polmone verde non sia mai stata una priorità per le forze politiche che si sono alternate alla guida della cittadina, incluse le commissioni prefettizie. Le foto con pali della luce abbattuti dalla ruggine o della stele vandalizzata da orde di ragazzini si sprecano negli ultimi anni. L’amministrazione Catapano, che governa la città da dicembre 2012, ha messo in cantiere una serie di opere per restituire ai cittadini questo angolo divenuto un parcheggio dove la sera è sconsigliato avventurarsi.

Si è cominciato con l’abbattimento di una dozzina di alberi a maggio 2013, per la maggior parte malati, ma sotto la sega dentata finì anche qualche albero in buono stato. Peccato che i progetti fantasmagorici del sindaco Catapano non prevedevano la presenza di molti alberi; sappiamo per certo che terminata l’area verde si metterà in cantiere un piccolo mercato giornaliero per ospitare i tanti venditori di frutta e verdura che attualmente occupano i marciapiedi del centro.

Sempre sotto la supervisione dell’Ing. Luigi Miranda, titolare dell’assessorato ai Lavori Pubblici, si è provveduto ad avviare i lavori di manutenzione dei vialetti e dei cordoli oramai quasi tutti distrutti, anche perché durante la gestione Ambrosio veniva consentito alle grosse macchine da festa di salire sulle aiuole con i carrelli dei generatori in modo da permettere il parcheggio di una quindicina di giostre intorno a tutta la piazza. I lavori sono stati assegnati alla Ditta ARCA Costruzioni per un importo di 20.000 euro e termineranno entro la fine della settimana. Di più non siamo riusciti a sapere a causa “dell’oblio” in cui sono finiti gli atti pubblici del comune.

Alcune settimane fa il gruppo consiliare di Forza Italia con il suo capogruppo Ambrosio, attraverso un comunicato stampa ha diffuso la notizia che i lavori erano fuori legge perché si stava modificando la struttura della piazza ed erano scomparsi tutti i sampietrini che componevano i vialetti. A breve giro di posta il comune attraverso l’Ufficio Stampa diramava un comunicato in cui si chiariva che i lavori riguardavano solo la normale manutenzione ordinaria e straordinaria e che "non è dovuta alcuna autorizzazione paesaggistica in merito, considerando il dettato dell’art. 149 del D. Leg.vo 42/04, che al comma 1 lett. A, recita: non è dovuta autorizzazione paesaggistica per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria", a differenza di quanto affermato nel comunicato dell’opposizione di centro destra.

Noi siamo andati a verificare ed abbiamo notato (come si vede dalla foto di apertura) che i vialetti si stanno ricostruendo usando i vecchi cubetti di pietra vesuviana, che il progetto originale è stato rispettato in toto e che appena terminati i lavori nelle aiuole saranno piazzati i giochi recuperati dal Parco Belvedere ( o perlomeno ciò che ne è rimasto dopo l’atto vandalico del mese scorso). Abbiamo anche fatto un giro per Piazza Garibaldi a chiedere ai cittadini cosa ne pensano del botta e risposta fra maggioranza ed opposizione di centro destra sul tema dei lavori pubblici e qualcuno con la chioma d’argento è andato subito con la memoria agli antichi basoli di Via XX Settembre e Via Diaz volatilizzati e sostituiti da un misero manto d’asfalto durante la prima gestione Ambrosio (1985/1993) che portò il Comune al primo scioglimento per infiltrazione camorristica.

Subito gli ha fatto eco un cittadino che si è detto residente della popolosa frazione dei Casilli che ha chiesto dove fossero finiti i basoli centenari di Via Passanti o di Via S.M. la Scala scomparsi durante la seconda gestione Ambrosio (2002/2010) finita come tutti sanno nel doppio scioglimento sempre per infiltrazione camorristica nel 2009 e nel 2010. Domande che giriamo alla Soprintendenza che siamo sicuri aprirà un indagine sui lavori di Piazza Elena D’Aosta e che trovandosi in zona potrebbe anche dare risposte sui basoli del centro scomparsi senza lasciare tracce.

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