Il Comune installa dei paletti per impedire la sosta selvaggia. Per il momento a subire il provvedimento sono solo le aziende del luogo.
Via Boschi a San Giuseppe Vesuviano è uno stretto vicoletto lungo circa 150 metri e largo meno di 5. Collega via Mattiuli con via Muro dei Boschi in direzione Terzigno e poi prosegue per via Zabatta, ovvero la provinciale che va da Boscoreale ad Ottaviano. Come tutte le strade sangiuseppesi è a doppio senso anche se la stretta carreggiata consiglierebbe un senso unico ma, purtroppo, i cittadini al solo sentir parlare di sensi unici vanno in fibrillazione favoriti anche da una classe politica che da decenni ha permesso ogni abuso.
La Commissione Prefettizia, al Comune dal 2009, successivamente all’esposto di alcune mamme dei bambini che frequentano la scuola Luonghi – Mattiuli, costrette a lasciare i piccoli in mezzo alla strada perché il marciapiedi era occupato dalle auto in sosta e il parcheggio della scuola era vietato ai veicoli privati, ha pensato bene di piazzare dei paletti per impedire la sosta alle auto e permettere ai piccoli alunni di raggiungere la scuola senza pericoli.
Se il provvedimento da una parte agevola l’accesso alla scuola ai bambini dall’altro crea seri problemi logistici alle due aziende che affacciano sulla strada, che di punto in bianco si sono visti volatilizzare 6/7 posti auto usati principalmente dai loro dipendenti e dai loro clienti. Abbiamo cercato, sul sito Web del Comune, l’ordinanza con cui sono stati istallati i paletti ma non vi era traccia. Abbiamo chiesto allora all’Ufficio Tecnico, dal quale ci hanno risposto che chiudere un marciapiedi alla sosta selvaggia non richiedeva nessuna ordinanza e che in ogni caso responsabile del provvedimento era il Comando Polizia Locale. Il Dott. Cirillo dal canto suo ha declinato ogni responsabilità rimandandoci all’Ufficio Tecnico. Certo che da una gestione Commissariale ci saremmo aspettati maggiore trasparenza.
Ma di questa storia il fatto che colpisce di più, al di là della mancanza di un responsabile a cui chiedere spiegazioni, è che l’intero paese è strangolato dalla sosta selvaggia e nessuna muove un dito. In tutte le strade cittadine si assiste a piccoli o grandi abusi da parte delle aziende che occupano con i loro veicoli i pochi spazi disponibili obbligando i cittadini, il più delle volte loro clienti, alla sosta selvaggia. Il primo di questa discutibile classifica è proprio l’Ente Comune che ha privatizzato il proprio parcheggio rendendolo accessibile ai soli dipendenti e obbligando i cittadini che si recano alla Casa Comunale ad usare il parcheggio di Piazza E. D’Aosta a pagamento. Ma a seguire troviamo Banche, Assicurazioni, Poste E Telecomunicazioni, Clinica, ASL e così via tutte le attività commerciali distribuite sul territorio.
Ognuno approfitta degli spazi pubblici per parcheggiare veicoli che restano in sosta per l’intera giornata obbligando l’utenza alla sosta selvaggia visto che gli spazi disponibili sono tutti occupati. Emblematica è stata la chiusura del parcheggio della scuola Luonghi – Mattiuli durante l’ultima tornata elettorale da parte delle Autorità che ha coinciso proprio con l’inaugurazione dei paletti sul marciapiede di via Boschi, il traffico è andato in tilt per ore impedendo ai cittadini di votare liberamente e alle Aziende del posto di lavorare. Il tutto senza che lo Stato muovesse un dito per mettere un minimo di ordine, si è semplicemente lasciato che il tutto degenerasse nel caos più totale.
Certo il provvedimento preso a via Boschi era necessario per tutelare i bambini, ma forse seguire una progettazione che includesse tutto il paese sarebbe stato più facilmente accettato da coloro che sono chiamati a pagarne le conseguenze con minori incassi. Senza dimenticare che giacciono nei cassetti del Comune decine di denunce e raccolte firme da parte di cittadini riguardanti realtà molto più complesse di via Boschi come per esempio l’area fra via Di Luggo e via Aielli strangolata 365 giorni all’anno dalla sosta selvaggia. Ma forse risolvere i grossi problemi del Paese era troppo complesso e si è preferito limitarsi a togliere un po’ di polvere in superficie fingendo di non vedere le enormi incrostazioni che bloccano lo sviluppo generale, e poi colpire due piccole aziende non è la stessa cosa che toccare gli interessi consolidati di aziende con centinaia di dipendenti.




