Le interrogazioni riguardano l’incendio del compattatore avvenuto lo scorso 3 maggio e l’interdittiva antimafia “atipica” ricevuta dalla Pubbliservizi.
Lo scorso 6 maggio i consiglieri comunali Antonio Borriello e Agostino Casillo, letti dalla coalizione Vocenueva – Libera – PD, hanno protocollato al Comune, all’indirizzo di Sindaco, Pesidente del Consiglio e Segretario Generale due interrogazioni.
La prima riguarda la Pubbliservizi S.r.l. Concessionaria per conto del Comune del servizio Tesoreria la quale ha ricevuto un’interdittiva antimafia “atipica” per cui non è prevista la risoluzione del contratto immediata. I consiglieri Borriello e Casillo chiedono in sostanza due cose: quali sono le iniziative che intende prendere l’Amministrazione in riferimento all’interdittiva antimafia e se non sia il caso di rescindere il contratto e tornare a rimettere al lavoro i dipendenti comunali che per decenni hanno svolto correttamente lo stesso servizio.
Ma vediamola più da vicino questa società . La Pubbliservizi S.r.l. ha sede a Caserta in Corso Giannone 60, mentre la sede distaccata di Piazza Garibaldi a San Giuseppe Vesuviano è il luogo dove ha messo a lavoro il grosso delle persone licenziate dallo staff del sindaco all’indomani del primo scioglimento del comune per infiltrazione camorristica nel dicembre del 2009. Vince l’appalto di Concessionario per il Comune di San Giuseppe Vesuviano nel 2010 grazie ad un bando messo a gara dall’allora amministrazione Ambrosio ai primi del 2009, sarà poi la stessa Amministrazione Ambrosio a perfezionare il contratto con la delibera 36 del 22/11/2010 che affida il servizio di Tesoreria per otto anni a soli 1,2 milioni di euro.
Un bel colpo considerando che si trattava di un amministrazione comunale rimessa in sella da un provvedimento del TAR e che solo due mesi dopo sarà definitivamente sciolta per infiltrazione camorristica dal Consiglio di Stato.
Ma la Pubbliservizi si è distinta per una gaffe nel marzo scorso, quando ha imbucato migliaia di raccomandate TARSU il 28/03/2013 (giovedì) con scadenza prima rata il 30/03/2013 (sabato). Risultato: il 90% delle lettere sono rimaste accatastate negli uffici Poste Italiane di Piazza E. D’Aosta facendo diventare migliaia di contribuenti sangiuseppesi dei potenziali evasori. Inoltre non si è capito chi abbia sborsato i quattro euro a raccomandata moltiplicato per circa 15.000 contribuenti iscritti al ruolo TARSU; possiamo solo ipotizzare che a rimetterci sia stato sempre Pantalone.
La seconda interrogazione riguarda l’incendio del grosso autocompattatore carico di rifiuti in via Del Campo la mattina del 3 maggio scorso. Borriello e Casillo domandano ai vertici dell’amministrazione se è prassi normale trasferire i rifiuti dai mezzi piccoli a quelli grandi, se ciò avviene in siti adeguatamente attrezzati e se l’area esposta all’incendio sia stata bonificata a norma di legge.
Sull’argomento va ricordato che i siti dove avviene il trasferimento dei rifiuti dai mezzi piccoli a quelli grandi sono tre: lo spiazzo antistante l’area mercatale, il piazzale del campo sportivo e via Muscettoli, ma gli operatori del Consorzio GE.MA non disdegnano di fare tale operazione anche in altre strade del paese incuranti di lasciare a terra scie di percolato e avanzi di materiale. Molte volte dalle pagine de Il Mediano.it la questione è stata sollevata ma nè i tecnici prefettizi e nè i politici hanno mai preso un provvedimento; e men che mai le forze dell’ordine presenti sul territorio hanno mai dato peso a questa discutibile pratica.
Ora la questione è di pertinenza dell’amministrazione comunale, che già il 20 maggio prossimo, durante il previsto consiglio comunale, potrebbe dare delle risposte riguardo i temi oggetto delle interrogazioni. Ci si aspetta che il presidente De Lorenzo e il sindaco Catapano facciano a meno di ricorrere a cervellotiche alchimie procedurali ma rispondano con chiarezza e trasparenza alle domande dell’ opposizione.

