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San Giuseppe Vesuviano, Europee 2014: lo Stato limita l’accesso ai seggi

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I parcheggi dei seggi elettorali sono stati in parte chiusi. Disagi per i diversamente abili, in tilt il traffico cittadino. FOTOGALLERY

E’ dal 2009 che a San Giuseppe Vesuviano si sperimentano tecniche autoritarie nella gestione dei parcheggi degli edifici scolastici, che ciclicamente vengono usati come sede di seggi elettorali.
Fu l’allora Vice Questore Napolitano a lanciare la tolleranza zero per la sosta nei parcheggi delle scuole sangiuseppesi. La motivazione era di quelle che non lasciano spazio a dubbi: sicurezza pubblica. Quindi l’accesso ai parcheggi fu consentito solo alle auto private del personale in servizio ai seggi e, solo in pochi casi, del personale addetto ai seggi, presidenti e scrutatori. Mai è stato affisso un cartello con l’ordinanza e il nome di chi abbia firmato il provvedimento.

Le granitiche motivazioni della Polizia di Stato si arenarono subito all’Istituto G. Ammendola di via Marciotti dotato di un grosso parcheggio e di una strada d’accesso stretta e a senso unico. Già dalla mattina i tanti elettori (sono circa 3000 gli aventi diritto) pressarono sul cancello chiuso che consentiva solo l’accesso pedonale fino a farlo aprire a furor di popolo, gli agenti in servizio abbozzarono e lasciarono correre. Altra sorte si ebbe negli altri edifici scolastici, pochi elettori e poca volontà dei Sangiuseppesesi nel chiedere un minimo di parità di trattamento.

Il risultato è stato il blocco di via Croce Rossa (Ed. S.Leonardo), il blocco di Via Mattiuli (Ed. Luonghi) la congestione di Piazzetta Casilli (Ed. Scuola Elementare Casilli) giusto per fare un esempio. Ad ogni blocco la Polizia Locale veniva allertata ma fra la lentezza dell’intervento e la grande tolleranza del personale della Municipale tutto finiva con qualche colpo di fischietto.

Quest’anno sembrava di essere partiti con il piede giusto. L’Ass. alla polizia Locale Dott. Tommaso Andreoli, si era impegnato a favorire l’accesso a tutti i parcheggi delle scuole in modo da snellire il traffico e permettere a tutti di votare. Da un giro volante ai seggi si è subito visto che l’impegno dell’Ass. Andreoli era diventato realtà. Agli istituti Rossilli, S.Leonardo e Capoluogo i cancelli erano aperti, solo al Capoluogo, però, bisognava bussare per superare l’ultima porta.

Grazie a cittadini volenterosi chi entrava dal parcheggio non doveva attendere.
Diverso il discorso a S.Maria La Scala dove è stato necessario una stringente trattativa fra rappresentanti di lista, presidenti di seggio, agenti della municipale e funzionari della PS. Il problema è stato risolto grazie alla tolleranza ed al senso di responsabilità degli agenti della Polizia di Stato che si sono resi conto dell’anacronistico provvedimento ed hanno aperto il cancello. Sconfortante la mancata risposta istituzionale dei presidenti di seggio che hanno declinato ogni responsabilità addossandole al Comune e alla PS, dimenticando di essere i detentori assoluti del diritto di adunanza all’interno del seggio e che la legge li indica come primi responsabili nella raccolta del voto.

All’Istituto Casilli invece gli agenti di PS e uno della Municipale hanno eretto un muro invalicabile ad ogni richiesta: “Appena qualcuno ci chiede di entrare provvederemo ad aprire il cancello”. Gli è stato fatto notare che in quel momento c’erano ben tre auto in sosta davanti all’ingresso, la risposta è stata un’ “allargata di braccia” ed un imperiosa richiesta di documenti nel caso di fosse continuato con pretendere l’apertura del cancello. Il funzionario della Municipale ha citato un’ ordinanza del Comandante, Dott. Cirillo, che avrebbe previsto proprio l’interdizione ai parcheggi per i veicoli privati. Documento mai pubblicato davanti ai seggi, che se fosse vero sconfesserebbe l’impegno preso dall’Ass. Andreoli e che in altre sedi proprio i Vigili Urbani di San Giuseppe Vesuviano hanno provveduto a non mettere in pratica.

All’istituto Belvedere l’accesso è stato limitato invece con il cemento: dieci gradini senza ascensore e senza scivolo dividono i seggi dalla strada pubblica. Inutile qualsiasi richiesta.

C’è una cosa che accomuna tutti gli “attori” presenti nei seggi: il totale disinteresse nei confronti delle difficoltà altrui. Parlando con queste persone si nota una tale insofferenza verso coloro che gli sottopongono problemi banali come l’accesso ai luoghi pubblici. Insofferenza che li porta a dare risposta prive di ogni senso logico. Sono convinti che se una persona voglia avvalersi di un proprio diritto debba chiederlo per piacere e poi aspettare la concessione dal potente di turno, mentalità percepita anche fra i rappresentanti di quei partiti progressisti più inclini al quieto vivere che a battersi per affermare diritti sacrosanti.

In tutto questo a votare entro le dodici è stato un misero dieci per cento degli elettori, quanti abbiano evitato di chiedere il “piacere” di entrare non è dato saperlo, sappiamo solo che a S.Maria la Scala una solare signorina con la sua quattroruote elettrica non si è fermata davanti a niente, ha aspettato che l’incivile di turno lasciasse uno spiraglio all’ingresso pedonale e, da sola, ha scalato lo scivolo per accedere ad un diritto per il quale migliaia di persone si sono battute, e sono morte, durante la guerra civile. Un diritto sancito dalla Costituzione ma per il quale bisogna ancora lottare.

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