Oggi ricorre la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Un’occasione che consente una riflessione sull’importanza delle nuove tecnologie nel mondo cristiano.
Venerdì 24 gennaio 2014 si celebrerà la festa di San Francesco di Sales (1567-1622), patrono dei giornalisti. S. Francesco, nato nel 1567 e morto nel 1622, studiò diritto a Parigi ed a Padova; lasciò poi gli studi legali, si fece sacerdote. Vescovo di Ginevra, non si limitò a visitare le proprie parrocchie; insegnò il catechismo ai bambini, fondò un seminario e si sforzò inoltre di conquistare le anime con la sua influenza personale. Il suo umanesimo cristiano è stato quello di un apostolo. Non ha amato nè la coercizione nè la durezza.
Era convinto che l’amor di Dio non è possibile soltanto nello stato monastico o nella vita sacerdotale, ma può e deve divenire una realtà nella esistenza quotidiana dei laici, in quanto corrisponde alla naturale inclinazione del cuore umano. Di qui il suo metodo particolare: non ordina, cerca di persuadere, di approfondire. Lo scopo della sua vita è stato quello di sviluppare una pietà personale, indipendente dalla condizione e dal rango sociale. Una certa, cioè, qual armonia tra la condotta esterna ed interiore, una autentica ”vita devota”, alla quale volle fare accedere soprattutto i laici. La sua Introduzione alla vita devota (la Filotea) raggiunse la cifra di quaranta edizioni francesi. Conquistandosi, col suo sorriso, tutte le buone volontà umane, Francesco di Sales ha messo in luce nell’esistenza quotidiana molti valori cristiani, e in un certo qual modo ha contribuito a formare la spiritualità della nascente età barocca. Nel 1923 fu dichiarato patrono dei giornalisti e degli operatori nel settore dell’informazione.
La festa di questo santo ci dà l’occasione, oggi, di riflettere sul mondo del giornalismo e della comunicazione. Papa Francesco, nella recente Lettera Apostolica “La gioia del Vangelo – Evangelii Gaudium” ha scritto: “Oggi, quando le reti e gli strumenti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la mistica di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio. In questo modo, le maggiori possibilità di comunicazione si tradurranno in maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti. Se potessimo seguire questa strada, sarebbe una cosa tanto buona, tanto risanatrice, tanto liberatrice, tanto generatrice di speranza!“.
Il 24 gennaio 2014, lo stesso Papa renderà pubblico il messaggio per la 48ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che sarà celebrata il 1 giugno 2014 dal tema: >“Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro“. Questo tema è stato scelto da Papa Francesco per porre l’attenzione agli ambiti propri del comunicare: la presenza del povero che abita nella porta accanto che dobbiamo sempre più attenzionare, come pure il comunicare con il mondo. Comunicare con la tv, la musica, lo spettacolo, comunicare utilizzando il dialetto, vera lingua dei padri; comunicare le emozioni e la scienza.
Comunicare con la forza dell’incontro che nella relazione allontana la solitudine, provoca emozioni vigorose, muta il destino della vita, supera ogni banalità. Con l’ascesa delle nuove tecnologie comunicative, nella società di oggi, gli incontri interpersonali s’intrecciano e s’incrociano con quelli che sorgono nel mondo digitale, non più visto come luogo a parte, ma come ecosistema dove la vita si realizza di momento in momento. Lo stesso Papa Francesco, in merito alle nuove tecnologie, ha ricordato in una recente udienza con il Pontificio Consiglio per i Laici dal tema: >“annunciare Cristo nell’era digitale”, che siamo in un campo privilegiato per l’azione dei giovani, per i quali la “rete” è, per così dire, connaturale.
“Internet – ha affermato il Papa – è una realtà diffusa, complessa e in continua evoluzione, e il suo sviluppo ripresenta la questione sempre attuale del rapporto tra la fede e la cultura. L’annuncio – ha asserito Papa Francesco – richiede relazioni umane autentiche e dirette per sfociare in un incontro personale con il Signore. Pertanto Internet non basta, la tecnologia non è sufficiente. Questo però non vuol dire che la presenza della Chiesa nella rete sia inutile; al contrario, – ha detto il Papa – è indispensabile essere presenti, sempre con stile evangelico. Avviare una comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro è possibile. Nella ricerca continua della verità, perchè solo la VERITA’ ci renderà tutti veramente liberi.
(>Fonte foto: Rete internet)

