Ipercoop ha riattivato la procedura di licenziamento e chiusura dell’ipermercato di Afragola. Ieri intanto sono di nuovo scesi in piazza gli addetti ex Carrefour, rimasti senza soldi e senza posto. E l’Auchan di Volla chiude per ristrutturazione.
Nella grande distribuzione si riaffaccia lo spettro dei licenziamenti e delle chiusure. Sono tre le aziende del Napoletano in cui è di nuovo scattato l’allarme: Ipercoop, ex Carrefour e Auchan. Sul fronte Ipercoop, ieri, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione contro la riapertura della procedura di licenziamento per 250 dei 662 addetti campani. Procedura che era stata in prima battuta sospesa.
Intanto, sempre ieri, gli addetti dell’ex Carrefour di Casoria, 165 persone rimaste senza soldi e senza posto, hanno manifestato sotto la sede della giunta regionale, a Napoli, per chiedere la cassa integrazione in deroga e un progetto di rilancio dello storico Euromercato, chiuso da tre anni. Ma i timori adesso puntano anche sull’ipermercato Auchan di Volla, appena ceduto a Pac 2000, società del gruppo Conad. Il prossimo 29 giugno l’impianto, ubicato nel centro commerciale Le Ginestre, chiuderà per ristrutturazione. Le sue dimensioni dovranno essere ridotte dagli attuali 8mila metri quadrati a circa 3mila metri quadrati. Per il momento è trapelato che quando il negozio riaprirà potrà riassorbire 40 lavoratori con contratto full time (tempo pieno).
Non si sa ancora quale destinazione precisa sia stata riservata agli altri 90 addetti dell’ipermercato vollese. Per loro si parla di una mobilità interna con trasferimento presso altri negozi. La situazione in questo settore appare dunque estremamente difficile. Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl sono intenzionate a proclamare quattro ore di sciopero prima del 27 giugno, data del prossimo esame congiunto con Unicoop. Un orientamento, questo puntato all’astensione, emerso dopo l’incontro di lunedì pomeriggio con il capo del personale di Unicoop, Raffaele Giannelli, che ha annunciato la riapertura della procedura di mobilità per 225 dei 226 addetti dell’iper di Afragola e per altri 25 dipendenti dislocati negli ipermercati di Quarto, Avellino e nel supermercato di Napoli-Arenaccia.
Nel verbale che riassume il faccia a faccia di lunedì, consumato nella sede centrale di Ipercoop Tirreno, ad Afragola, l’azienda ha rifiutato qualsiasi discussione che esulasse dall’argomento in oggetto e cioè il riavvio della procedura di licenziamento. I sindacati a loro volta hanno tentato invano di avere notizie circa la trattativa per la costituzione di una nuova società con due giganti della grande distribuzione italiana, Coop Estense e Coop Adriatica. Trattativa che era stata confermata in un comunicato diramato tre settimane fa dalla stessa Unicoop. Nel frattempo oggi i sindacati terranno le assemblee a Quarto, Avellino e Napoli-Arenaccia. Domani sarà la volta di Afragola, impianto che, se la situazione dovesse volgere al peggio, visti i tempi di riattivazione della procedura potrebbe chiudere per sempre i battenti già a partire dal prossimo 31 agosto.
“Le preoccupazioni restano – commenta Peppe Metitiero, segretario della Filcams di Napoli – perché la manifestazione d’interesse delle altre cooperative ancora non si è concretizzata ma nel frattempo l’azienda va avanti con la procedura di mobilità: riteniamo che il futuro dei lavoratori sia incerto”. Ma l’Usb (sindacato di base assente dalla delegazione trattante perché non firmatario di contratto) critica l’atteggiamento dei confederali.
“Non capiamo il peché di questa richiesta di sciopero – commenta l’Unione dei sindacati di base – Perché mettere le mani nelle tasche dei lavoratori ? E perché mettere in cattiva luce ancora una volta la Coop, quando la soluzione è vicina? L’Usb – l’appello finale – chiede relazioni serie improntate al rispetto di tutti, soprattutto dei lavoratori: è il momento di guardare avanti con fiducia. Non chiediamo solidarietà ma sviluppo e coerenza in un momento difficile”.



