Includere, integrare, abbattere le differenze. L’importanza della formazione scolastica.
Modificare l’approccio culturale sul tema della disabilità costringe tutti noi ad una presa di coscienza su cosa esso veramente sia. È indispensabile quindi un tentativo di immedesimazione nella realtà disabile, per riemergere poi con un maggior rispetto e solidarietà nei confronti della tematica.
Fin troppo spesso, infatti, non vivere l’handicap sottrae a coloro che osservano quella indispensabile percezione della condizione di disabilità. Di quante frustrazioni e avvilimenti questa si porti dietro. Un tentativo di integrazione che dovrebbe essere prioritario soprattutto all’interno dell’ambito scolastico. Quella stessa scuola che di fatto è il primo luogo dove il disabile si trova a rapportarsi con gli altri al di la della famiglia. Lo stesso impegno, poi, ed è quasi ovvio ricordarlo, andrebbe profuso anche in ambiente extrascolastico e perché no, lavorativo. Per rendere concreto tutto questo ragionamento, però, è indispensabile formare del personale adeguato, che sappia intrattenere un dialogo costante e professionale con le famiglie.
L’integrazione delle persone disabili è una vera battaglia che si può vincere soltanto intervenendo con competenza e collaborazione. Lo abbiamo scritto già tante altre volte, ma a scuola, prima che in altri luoghi, è essenziale preparare i giovani al contatto con le differenze, predisponendo dei percorsi che tendano ad includere i soggetti svantaggiati. Non è quindi sufficiente integrare. Ci vuole più spazio per le differenze. Ci vogliono più competenze, attraverso le quali, con una specifica formazione, si possano azzerare le distanze che l’attuale società ha creato tra normalità e diversità. Andranno valorizzate, di conseguenza, le specifiche singolarità.
Le normative trovano la soluzione a tutte queste nostre osservazioni all’interno delle competenze diffuse, che superano l’ormai vetusto modello della delega all’insegnante di sostegno. Un insegnante che, per attuare concretamente la sua opera inclusiva, deve essere inteso come sostegno a tutta la classe e non solo all’allievo disabile che gli viene affidato.
(Fonte foto: Rete Internet)
Scriveteci al seguente indirizzo di posta elettronica: mobasta2012@gmail.com






