Durante la settimana appena trascorsa sono sorti molti dubbi e perplessità sulla faccia delle istituzioni, della politica.
Nel dibattito politico degli ultimi giorni sono sorti molti dubbi e perplessità sulla faccia delle istituzioni, della politica. Pochi giorni fa con 298 sì e 309 no, la Camera dei deputati ha negato l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’economia dell’ultimo governo Berlusconi ed ex-coordinatore regionale del Pdl in Campania. Il deputato di Casal di Principe è accusato dai pm campani di riciclaggio e corruzione con l’aggravante del metodo mafioso.
Questo ha smosso l’opinione pubblica e i mezzi di comunicazione, nei quali c’è stato chi ha ipotizzato che il silenzio dell’onorevole vale oro e per questo va protetto.
Ipotesi se non altro plausibile, se prendiamo in considerazione il caso Ciancimino, un politico mafioso, il quale spedì una cartolina postale a sé stesso elencando nel 1990 le 12 persone che, secondo lui, facevano parte di un “quarto livello”, questo livello delle istituzioni che lavorava e copriva Cosa Nostra.
Il termine “quarto livello” è quello che ha utilizzato Vito Ciancimino per descrivere questo elenco.
È curioso il fatto che Vito Ciancimino abbia menzionato queste persone nel 1990. La cartolina postale spedita a sé stesso, serviva proprio a certificare la data.
Quindi nel 1990 lui dice: “Queste persone fanno parte del livello che, non per interesse personale, ma per interesse superiore, copre Cosa Nostra”.
Per un quadro più completo prendiamo in considerazione il cosiddetto “terzo livello”. L’espressione che veniva impiegata in una relazione del 1982 presentata al Consiglio superiore della magistratura da Giovanni Falcone e Giuliano Turone, dal titolo “Tecniche di indagine in materia di mafia”, in cui si parlava di tre livelli dei reati di mafia:
• reati del primo livello sono i reati rientranti "in attività criminali direttamente produttive di movimenti di denaro" (estorsioni, contrabbando di tabacchi, traffico di droghe ecc.);
• reati del secondo livello sono quelli "che si collegano comunque alla logica mafiosa del profitto ed alle relative lotte fra le cosche per il controllo dei campi di attività" (omicidi interni);
• reati del terzo livello sono i delitti "che mirano a salvaguardare il perpetuarsi del sistema mafioso in genere (si pensi ad esempio all’omicidio di un uomo politico, o di altro rappresentante delle pubbliche istituzioni, considerati pericolosi per l’assetto di potere mafioso)" (Falcone 1994).
Alla luce di questo si può ipotizzare che le parole “il silenzio dell’onorevole vale oro e per questo va protetto”, può trasformarsi da una ipotesi veritiera ad una possibile verità.
Comportamento questo delle Camere che porta ancor di più ad una sfiducia sempre crescente verso la politica e le istituzioni da parte della società civile.





