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Presto l’orto botanico a Boscoreale: piante e fiori del Vesuvio dell’epoca pompeiana

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Accanto al sito archeologico che comprende il museo dell’Antiquarium e Villa Regina riparte il progetto naturalistico per realizzare l’orto di migliaia di anni fa: dalla Soprintendenza arriva l’ok dopo anni di sosta dei lavori e incuria.

Appena due anni fa ci fu il crollo di una parte del tetto della villa rustica che rappresenta un perfetto esempio della piccola industria agricola vesuviana. L’incuria, il vento e la pioggia, infatti, generarono il cedimento di alcuni elementi di copertura del porticato all’alba del 20 novembre del 2010. Oggi per Villa Regina e l’adiacente museo dell’Antiquarium “Uomo e Ambiente nel territorio vesuviano” ricomincia un percorso di valorizzazione e promozione. Nel corso di una riunione alla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei è stato pianificato un nuovo intervento per la realizzazione dell’orto botanico.

Questa volta non sono solo parole, c’è di più: è stata persino definita la composizione del comitato scientifico composto da Annamaria Ciarallo, già direttrice del Laboratorio di scienze applicate della Soprintendenza di Napoli e Pompei, Italo Giordano, componente del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Centro di ricerca per l’orticoltura, Alessandro Collaro, docente dell’istituto tecnico commerciale “Vesevus”, Paola Conti in rappresentanza del Parco Nazionale del Vesuvio e da un rappresentante della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei. A partire da lunedì, inoltre, sarà ripulita l’area sulla quale dovrà sorgere l’orto.

Le piante, gli alberi e gli arbusti saranno individuati a partire dai resti presenti in un settore dell’Antiquarium, quello dedicato all’agricoltura dell’epoca così come venivano coltivati nel suburbio pompeiano detto Pagus Augustus Felix Suburbanus: tra tutti, i vigneti dai quali venivano prodotti vini eccellenti come l’antenato dell’odierno Lacryma Christi. Lo spazio da seminare si estenderà dal museo alla Villa Rustica, tirata fuori da una trincea di terreno a partire dall’anno 1977. Il programma messo a punto dalla Soprintendenza contiene anche un progetto di convenzione con l’istituto tecnico “Vesevus”, affinché gli studenti di agraria possano utilizzare l’orto come un prezioso laboratorio all’aria aperta.

Mentre le possibilità di sviluppo economico restano legate alla possibilità di realizzare nelle immediate adiacenze dell’orto anche un museo del Vesuvio, grazie ad un accordo con l’ente Parco.

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