L’ex sottosegretario chiede “la riunificazione della grande famiglia socialista della città delle fabbriche”.
A quattro mesi dalle elezioni comunali scatta l’appello “all’unità dei socialisti della città delle fabbriche”. Un ritorno a casa che è auspicato da Felice Iossa, pomiglianese doc ed ex sottosegretario all’industria, alle partecipazioni statali, al commercio e artigianato.
Iossa attualmente è presidente di Alleanza Riformista ed è stato negli anni Ottanta anche assessore comunale e capogruppo consiliare del Partito Socialista Italiano quando era sindaco Lello Russo, tornato primo cittadino alle ultime elezioni amministrative del 2010, stavolta però sotto le insegne di Forza Italia e del centrodestra. Intanto l’obiettivo politico di Iossa è di riunire qualla che lui definisce “la grande famiglia socialista di Pomigliano”, di cui Russo è stato un simbolo. “I giovani socialisti di via Fiume – racconta Iossa – scrissero una delle più belle pagine della storia del socialismo italiano del Dopoguerra. Esponenti di quei giovani divennero parlamentari, uomini di governo, sindaci, presidenti di asl e di aziende municipalizzate. Vinsero – continua Iossa – lo scontro politico culturale con l’allora Partito Comunista Italiano, conquistando sul territorio e nelle fabbriche una vera egemonia, tant’è vero che i consiglieri comunali socialisti divennero più del doppio di quelli comunisti”.
Quindi il racconto si fa un po’ più amaro. ” Tutti sanno – il ricordo del politico socialista – che il Psi fu distrutto da tangentopoli e che a Pomigliano ci fu addirittura lo scioglimento antimafia di sindaco e consiglio comunale. Molti socialisti furono arrestati e inquisiti. Ma la giustizia ha dato loro non solo l’assoluzione con formula piena ma ha anche restituito l’onorabilità, al punto che politici di allora sono tornati nelle istituzioni regionali e nell’amministrazione locale, assumendone addirittura la guida”. L’11 novembre del 1989 Iossa subì un attentato della camorra. I sicari di un noto clan locale mitragliarono il portone di casa del politico che in quel momento ricopriva le cariche di parlamentare del Psi e di membro della direzione nazionale del partito.
“Proprio in omaggio a quella grande storia che è stata quella dei socialisti di Pomigliano – prosegue Iossa – è venuto il momento di mettere da parte antichi rancori e inutili polemiche: bisogna ricreare l’unità dei socialisti in questa città, partendo dal giudizio positivo sull’operato del sindaco che ha guidato in questi anni l’amministrazione comunale in linea con i principi e i valori che hanno caratterizzato la storia dei socialisti di Pomigliano”. Un impegno che Iossa si sente di dare è puntato “alla stabilità e alla governabilità per il progresso della città delle industrie, nella consapevolezza che il Partito Democratico di Pomigliano è in stato confusionale”.
“Per questo motivo – si aggiunge nell’appello – intorno all’unità dei socialisti va costruita una nuova prospettiva di governo della città “. Ma la strada suggerita appare ancora in salita. Soprattutto perchè il quadro politico appare complessivamente indefinito e in ogni caso molto diverso rispetto a cinque anni fa. Incertezze che però quest’appello sembra voler colmare, se non cancellare del tutto. Del resto Iossa lo precisa: “Si tratta di un esperimento politico tutto locale che può avere successo grazie appunto alla grande tradizione socialista e riformista di Pomigliano”.

