Pomigliano, blitz dei carabinieri: chiuso cantiere comunale

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I militari della stazione locale hanno trovato lavoratori al nero nell’area dei lavori per la costruenda piazza Giovanni Leone, a pochi passi dal municipio. Riscontrate anche irregolarità sulla sicurezza. Denunciato il titolare dell’appalto.

Nel Paese in cui lavoro nero e sottosalario dilagano non c’è da stupirsi quando le imprese vengono beccate in flagranza di reato, visto che ormai la regola è violare la legge. C’è però da riflettere maggiormente quando lo sfruttamento e l’illegalità penetrano, sia pure indirettamente, nelle attività pubbliche, quelle volute e foraggiate dallo Stato. In questo caso cioè quando il lavoro nero e le inadempienze in materia di sicurezza caratterizzano un appalto comunale. Succede anche a Pomigliano, città delle fabbriche, città operaia. Qui, proprio per motivi legati al lavoro nero e alla violazione delle normative sulla sicurezza, i carabinieri, ad appena ottanta metri dal municipio, hanno fatto chiudere il cantiere della costruenda piazzetta Giovanni Leone, accanto alla centralissima Piazza Primavera, un importante progetto di riqualificazione urbanistica dell’amministrazione locale.

Un progetto notevole: un’isola pedonale attrezzata e, addirittura, un’innovativa fonte artificiale a cui attingere acqua depurata a basso costo. Pur di concretizzare l’appalto la giunta, retta dal sindaco del Pdl Raffaele Russo, a maggio non ha esitato a far sradicare una decina di bellissimi pini mediterranei alti quindici metri, giudicati un pericolo per l’incolumità pubblica. Poi sono iniziati i lavori di realizzazione dell’isola attrezzata e della fonte meccanica, interrotti però l’altro giorno, a seguito dell’irruzione dei carabinieri della stazione cittadina, diretti dal comandante Michele Membrino, e dei carabinieri della sezione lavoro di Napoli. I militari hanno scoperto che due dei quattro operai al lavoro erano al nero. Immediata quindi la sospensione dei lavori e la sanzione di diecimila euro a carico del titolare, P.S., della ditta di Quarto che li stava facendo eseguire.

Il comandante Membrino ha anche comunicato al comune che la ditta impiegava personale privo di contratto e che quindi non garantiva la necessaria copertura contributiva, requisito indispensabile nell’ambito della partecipazione alle gare d’appalto. A questo punto l’impresa dell’appalto comunale rischia la revoca del contratto. Sempre secondo quanto riferito dai militari della sezione lavoro è il settore lavori pubblici dell’ufficio tecnico del comune a dover controllare il corretto espletamento degli appalti municipali puntati alla riqualificazione urbanistica. L’impresa edile di Quarto è stata sanzionata anche per non aver formato i lavoratori in materia di sicurezza e vigilanza sanitaria.

In tutto il Paese risulta un ambito difficile quello delle aziende operanti negli appalti pubblici nel settore dell’edilizia, un settore particolarmente esposto al lavoro nero e all’elusione della normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro.
(Fonte foto: rete internet)

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