Pollena Trocchia: il forum dei giovani, il poker e l’ipocrisia

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il forum dei giovani organizza un torneo di poker con annesso convegno sul gioco e le sue conseguenze. La critica: ma che c’entra il poker con la lotta all’azzardo? E i giovani non hanno niente di meglio da fare?

Chi è giovane? Ma soprattutto cosa fa per essere considerato tale? Quali sono quei connotati, esclusi quelli cronologici, per far sì che un giovane non sia altro che lo scimmiottamento di un anziano?

Io mi rendo conto che oramai, dopo anni di decadenza morale, le mie parole potranno sembrare moralistiche e in un paese dove i padri donano le proprie figlie al lenone di turno, i miei pensieri potranno addirittura sembrare incomprensibili ma se quello di Pollena è un movimento giovanile mi fa piacere di volgere alla vecchiaia!

Tra le tante attività civiche o socialmente utili immaginabili, questi forum di giovani o sedicenti tali, non sanno fare altro che sfruttare l’onda lunga della moda, una moda poi imposta dai grandi vecchi, quelli delle lobby, e che loro stessi osteggiano o che per lo meno credono di fare. Sembra invece che vogliano proprio imitarli, e, a quanto pare, nella peggiore maniera, dimostrando che in un modo o nell’altro tutto è lecito.

In passato, un gruppo di ragazzi molto attivo a San Sebastiano al Vesuvio, aveva pensato bene di organizzare un corso di burlesque nello stesso luogo in cui era attivo un centro d’assistenza alle donne, lo sportello Lilith. Giustamente la donna doveva essere tutelata, ma le coreutiche organizzatrici decisero di farlo a modo loro, per far sì che l’immagine dell’altra metà del cielo rimanesse quella che è sempre stata, succube e ad esclusiva fruizione del mondo maschile. Perché, la donna, non può che esprimere se stessa se non col suo corpo e non con la sua mente. Altro che emancipazione! Eravamo in quel caso in piena omologazione berlusconiana.

A Pollena invece, e sulla stessa linea d’onda di San Sebastiano e sullo sdoganamento del vizio, si è deciso di enfatizzare il ruolo del gioco d’azzardo. Mi fa piacere che i giovani di questo paese non abbiano altri argomenti di discussione, quali ad esempio il rischio idrogeologico, la tutela del territorio, il lavoro che manca, la tossicodipendenza, etc. e che ci si possa quindi dedicare a tali amenità. Mi fa anche piacere che si sia toccata la tematica della ludopatia e che si sia pensato di dare il ricavato dell’iniziativa in beneficenza (a proposito a chi o a cosa?) ma non posso non notare l’incongruenza di tale manifestazione. Il fatto stesso di ammettere l’esistenza di un problema e contemporaneamente esserne partecipi mi risulta come il parlare di raccolta differenziata e allo stesso tempo andare a sversare i rifiuti dietro l’angolo; cosa che del resto puntualmente si fa dalle nostre parti, tanto per mantenere in esercizio l’incoerenza.

Se io dovessi organizzare un convegno sull’alcolismo e i suoi effetti deleteri sulla mente e il corpo di chi ne soffre, dopo, non organizzo certo una bevuta, ma neanche una degustazione di vini! Neanche una sangria, niente! E allora, visto che si tratta di dipendenza, perché invece di dimostrare che esistono altre attività ricreative e ben più costruttive, si insiste sul gioco d’azzardo? Perché si persegue questa logica? C’è forse dietro un secondo fine?

Le nostre strade oramai pullulano di luoghi dove si tenta invano la fortuna, le nostre attività tradizionali cedono il passo ai luoghi del gioco: scommesse, slot machine, bingo, e ora anche il texas hold’em, che impazza in televisione così come on-line, e che altro non è che una variante del poker; tanto per non cambiare, l’ennesimo anglicismo, per dire in inglese quel che non si vuol dire in italiano, ovvero gioco d’azzardo. Sì divertiamoci tutti quanti e se qualcuno si rovina per questo, che sarà mai? Fa parte del gioco no?

Tutti a cercare la fortuna, invece di crearsela con il lavoro, tutti verso l’illusione, quella vana della vincita. Ma nel convegno, l’avranno detto che l’unico a vincere, oltre a chi gestisce, è colui che non gioca per niente? O avranno esaltato l’aspetto ludico e ricreativo del poker?

Intanto, il vincitore della competizione, se ne andrà ad Ischia a godere del suo premio, nell’isola di quel povero ragazzo che recentemente s’è tolto la vita proprio per le perdite al tavolo verde, che delicatezza! Ma tanto si sa, la vita è tutto un gioco soprattutto per i giovani rampolli del forum che giocano a fare i grandi! Peccato che nella realtà, le regole son ben diverse e chi scherza con le carte spesso o si rovina o muore.

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