Il gruppo è stato creato con l’energica rappresentanza della zona Bruscianese-Pomiglianese-Mariglianese-Nolana.
Nel dicembre appena trascorso ha visto la luce il Comitato Campano dei Pensionati, costituito, per ora, prevalentemente da pensionati della provincia di Napoli, ma che conta, entro la fine del mese, di estendersi alle altre provincie della Campania.
L’organizzazione si è costituita per iniziativa dei primi venti componenti: Mattia Montanile (Brusciano); Bruno Di Lorenzo (Nola); Renato Marino (Scampia, Napoli); Antonio Rezzuti (Fuorigotta, Napoli); Mario Vergognini (Napoli); Bonaventura Numerato (Bacoli); Nicola Roncone (Pomigliano d’Arco); Giovanni Nocerino (Marigliano); Francesco Bruno (Sant’Anastasia); Antonio Napolitano (San Giorgio); Orazio Romano (Casalnuovo); Vincenzo De Vivo (Angri); Vincenzo Belforte (Vico Equense); Angelo Salamone (Frattamaggiore); Antonio Tramontano (Mariglianella); Michele Polise (Somma Vesuviana); Domenico Patriciello (Frattamaggiore); Ciro Di Finizio (Napoli); Michele Carpino (Mariglianella); Luigi Tortora (Castel Cisterna).
La prima proposta del neonato Comitato è di sottoporre all’attenzione delle massime autorità dello Stato i cinque punti seguenti:
1) Il ripristino, a partire dal primo gennaio 2013, della rivalutazione automatica per tutti i pensionati, o almeno fino alla soglia di pensioni pari a cinque volte il minimo;
2) l’esonero del prelievo fiscale sui redditi da lavoro e da pensione fino alla soglia di € 15.000;
3) la cancellazione delle tariffe di assicurazione auto di Napoli e provincia (abuso incostituzionale ed inaccettabile che porta i cittadini di queste zone a pagare il triplo rispetto alla media nazionale) e conseguente unificazione alle tariffe nazionali, a parità di responsabilità nella guida;
4) il riconoscimento di un salario sociale, e comunque di inserimento, ai giovani usciti dal circuito della formazione e in cerca di lavoro;
5) la convocazione di un tavolo per superare gli accordi separati in FIAT, per ridiscutere le attuali scelte industriali per L’Italia e per avviare un accurata indagine parlamentare al fine di accertare responsabilità individuali ed aziendali di una gestione che riteniamo fuori dal quadro dei diritti costituzionali e statutari; l’avvio di una politica economica e sociale alternativa a quella attuale, centrata sul sostegno ai consumi, sulla redistribuzione del lavoro, sulla riduzione delle mostruose diseguaglianze, sull’uscita da tutte le precarietà, invertendo, così, la scelta degli ultimi governi, che ha portato alla riduzione dei diritti del lavoro.
Su questi punti è stata scritta una lettera/appello con conseguente raccolta di un consistente numero di firme, in calce alla stessa, che continuerà nei prossimi mesi e che sarà consegnata ai candidati leader delle coalizioni in campo per le prossime elezioni politiche e poi a Parlamento insediato notificato alle più alte cariche istituzionali del paese.
Il Comitato Pensionati Campania
(Fonte foto: Rete Internet)

