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giovedì, Dicembre 2, 2021

Napoli. In Campania la morte per cancro non fa rumore

Il Governo impugna la legge regionale che istituisce il Registro dei tumori. Ai nostri taccuini il dott. Antonio Marfella e l’assessore Marco Esposito, promotori della protesta che si terrà domani davanti all’ospedale Pascale.

L’istituzione del Registro dei tumori in Campania ha una funzione essenziale, in una regione dove l’incidenza di patologie cancerogene è di quasi il 50% in più rispetto alla media nazionale: dovrebbe evidenziare e monitorare il trend epidemiologico del territorio, mettendo in rete i dati sull’incidenza delle patologie tumorali su base regionale. Di conseguenza, sarebbe una continua e concreta denuncia degli inquinamenti occulti, consentendo alla strutture sanitarie di monitorare i dati riguardanti l’esponenziale aumento di patologie tumorali in specifiche zone e collegarli alla presenza di scarichi abusivi di rifiuti tossici e liquami pericolosi. Veleni come diossine, amianto, metalli pesanti, fenoli, che si accumulano nell’organismo e non possono essere smaltiti.

Un disastro ambientale causato dai rifiuti tossici sversati da decenni in Campania, provenienti da altre regioni, da altre nazioni, anche per colpa del governo centrale, che non attua una normativa di controllo. Già da tempo è stata individuata la stretta connessione tra problema rifiuti e ambiente degradato della regione con l’incidenza dei tumori sulla popolazione di 25 comuni, compresi nella fascia di 70 km che va dal vesuviano alla provincia di Caserta che conta 700.000 abitanti.
Inspiegabilmente, il consiglio dei ministri ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale la legge regionale numero 19 del 10 luglio 2012, che regolamenta l’istituzione del Registro tumori di popolazione della Regione Campania. La motivazione è: ragioni connesse al disavanzo sanitario. Si parla di profili di incostituzionalità per sforamento economico del piano di rientro sanitario della regione Campania.

Sarebbe come dire che, dal momento che in Campania la Sanità è disastrata, non ci sono soldi e, perciò, non ci sono alternative alla morte.
In Italia vige un sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, il SISTRI, nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La gestione del SISTRI è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, e ha come scopo il controllo della movimentazione dei rifiuti speciali seguendone tutta la filiera e, in particolare, della fase finale di smaltimento; dovrebbe garantirebbe trasparenza e la legalità, dunque, seguendo l’intero processo. Controlli, purtroppo, fini a sé stessi, perché l’essenziale ed urgentissima legge per la tracciabilità dei rifiuti tossici e industriali, che dovrebbe garantire in primis lo Stato e gli Enti locali, non solo la salute dei cittadini, non è mai stata fatta.

Sembra quasi che la Campania non abbia più la capacità di indignarsi, ma il dott. Antonio Marfella, oncologo e tossicologo all’IRCCS (Istituto Ricerca e Cura a Carattere Scientifico) "Fondazione G.Pascale", da anni, insieme a colleghi,cittadini e movimenti, lancia l’allarme, inascoltato, sulla situazione disastrosa del nostro territorio, ne’ si è mai fermato alla mera denuncia. Verificatosi quest’ennesimo, triste episodio, ha deciso di richiamare l’attenzione della gente organizzando, su proposta dell’assessore del Comune di Napoli Marco Esposito, una protesta simbolica davanti all’ospedale Pascale, una catena umana di cittadini e medici, perché l’azione del governo Monti, per quanto lecita, è gravissima dal punto di vista etico e morale e non può e non deve passare inosservata.

L’appuntamento è per lunedì 17 alle ore 13.00 al largo Giuseppe Moscati, per dire tutti insieme basta, con forza ma pacificamente, per impedire al governo che sia messa in atto una «guerra di sterminio nei confronti della Campania, nazionale e regionale. Hanno deliberato di non volerci dare giustizia per la morte dei nostri padri, mariti e mogli. Hanno deliberato di condannare al cancro i nostri figli. Siamo in guerra. E guerra di sterminio». Così scrive il dott. Marfella sulla sua pagina Facebook.
Abbiamo incontrato il dott. Marfella e l’assessore Marco Esposito, le due anime di questa giusta protesta che si oppone fermamente a quest’opposizione a dir poco incomprensibile del governo.

Abbiamo chiesto al dott. Antonio Marfella di dirci in che misura la politica ha aderito a questa manifestazione: «Ho già, naturalmente, l’adesione dell‘assessore Marco Esposito del Comune di Napoli, così come di vari politici, soprattutto sindaci dell’hinterland vesuviano. Ho inviato anche un messaggio al sindaco di Portici Enzo Cuomo, chiedendogli di essere presente, e sono certo che verrà. Anzi, proprio da queste pagine gli rinnovo l’invito, certo della sua solidarietà. Lunedì mattina ci sarà l’inaugurazione della stazione Toledo di Metronapoli: lo sollecito a prendere quel treno per salire fino al Pascale ed unirsi a noi, così come farà il sindaco De Magistris. Siamo veramente allibiti di come sia stata avviata la soppressione del Registro dei tumori. Questo la dice lunga su come in realtà stiano le cose: è la prima volta e, quindi, l’unica nella storia della Regione Campania che una legge regionale sia stata approvata all’unanimità dai 60 consiglieri.

Che questa legge sia stata bloccata è inspiegabile, ovvero ben “spiegabile” con richieste occulte, ed è assurdo che il Governo centrale faccia il “lavoro sporco”, quello che non avevamo permesso di fare alla Regione, cioè di bloccare la legge
Nessun consigliere, ne’ tantomeno nessun organo di governo regionale, sino a questo momento, ha parlato nessuno, nessuno ha protestato, in una situazione sanitaria gravissima, come è evidente ormai a tutti. E questa cosa la dice lunga … Non abbiamo permesso alla Regione Campania e non permetteremo neanche al Governo di bloccare questa legge importantissima giocando con la salute dei cittadini campani.

È lo stesso governo che ancora non vara una legge sulla tracciabilità nazionale dei rifiuti tossici che avvelenano i campani. Non lo fa e, nello stesso tempo, vuole bloccare la legge in base alla quale i cittadini del nostro territorio possono avere la contezza del disastro sanitario dovuto proprio al mancato controllo sullo smaltimento dei rifiuti pericolosi. Sono vent’anni che stanno minacciando la nostra salute. Perciò, non tolleriamo più che ci si venga a dire che l’eccesso di cancro e di diabete sia dovuto al troppo cibo e al fumo. Questo, assolutamente, non lo tolleriamo più! E lo diciamo forte e chiaro: è evidente che hanno paura tutti di far sapere alla popolazione i dati reali, che sarebbero portati all’attenzione della gente dall’istituzione del Registro dei tumori in Campania.

Il governo centrale col decreto Balduzzi ha obbligato le regioni ha utilizzare con costi abnormi farmaci innovativi ad altissimo costo per curare il cancro argomentando che così si evita di prescrivere farmaci obsoleti. I farmaci, però, possono essere solo efficaci o inefficaci, a basso o altissimo costo. E’ obsoleta l’aspirina? E a noi cittadini quando costano questi sprechi su farmaci innovativi non efficaci? Il ministro Balduzzi dia una risposta e utilizzi quei soldi per finanziare il Registro dei tumori della regione Campania».

L’assessore Marco Esposito ha, poi, sottolineato: «Quest’iniziativa è nata nella notte tra venerdì e sabato, quando ho contattato al dott. Marfella per chiedergli di organizzare al più presto una manifestazione di protesta, che lui ha subito appoggiato e rilanciato. Credo che sia importante non subire più. Ne abbiamo accettato tante, troppe: adesso non più. Si sta giocando troppo con la vita di tante persone. La gente pensa che quest’emergenza sanitaria dovuta allo sversamento nelle nostre acque e nella nostra terra di sostanze nocive significhi che accorcia l’aspettativa di vita facendola durare 80 anni invece che 82. e più o meno sembra la stessa cosa.

Non è così. Invece, vuol dire che una persona ogni venti si ammala di cancro in Campania, ovvero 19 persone vivono come gli altri e una si ferma a quarant’anni. Rapportata alla Campania, quest’incidenza vuol dire che 300.000 persone muoiono di cancro, vivendo la metà della rispetto agli altri. Questi numeri fanno capire di cosa stiamo parlando: cose concrete, che riguardano la vita di tutti».
(Fonte Foto:Rete Internet)

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