L’eccellenza ottavianese restituisce a Ottaviano un capolavoro: “L’incredulità di Tommaso”

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Umberto Maggio ha potuto eseguire il restauro grazie al sostegno della famiglia Scudieri. Il patrimonio artistico della città è poco noto: sarebbe utile pubblicare a stampa la “Guida” già approntata dalla Borghini& Stocchetti.

Il restauro dell’ “Incredulità di Tommaso” – il quadro è conservato nella Chiesa di San Michele Arcangelo – mi piace leggerlo anche come un segno del patrimonio di tecniche e di mezzi di cui Ottaviano ancora dispone, e del valore delle idee che la città è in grado di esprimere. Il restauro è stato generosamente finanziato dalla Signora Milena Scudieri, il cui figlio Paolo è diventato uno dei più importanti imprenditori europei anche perchè fin dal primo momento ha deciso di costruire la sua filosofia d’impresa sulla ricerca, sulla innovazione e sulla sapiente attenzione per la complessità dell’economia. Ottavianese è il restauratore, Umberto Maggio: proprio il restauro dell’ “Incredulità” dimostra che la sua arte è ormai sintesi di tecnica matura, di limpido “occhio” filologico, di raffinata sensibilità.

Solo una “mano” sicura e delicata poteva recuperare e “liberare” il disegno e i toni del panno che avvolge il corpo di Cristo, e che è fondamentale elemento della struttura dell’opera: perchè crea spazio, “sostiene” la lettura verticale dell’ impianto, dettata dal braccio levato del Signore e, attraverso lo schema del contrasto, inserisce in una cornice di linee mosse e contorte il silenzio assoluto – quasi che il tempo si sia fermato – in cui l’ “incredulità” sospinge il dito di Tommaso a sondare la ferita sul Santo Costato. Questo San Tommaso che ha bisogno di toccare per credere me lo sono sempre immaginato così : un solido saggio che intuisce che la fede non è per forza in antitesi con la ragione. Egli tocca il corpo di Cristo non per scacciare i dubbi, ma per confermare le proprie certezze.

E’, questa “Incredulità” , un’opera di una qualità notevole, che diventa elevata nel disegno e nel colore del corpo di Cristo e nella severità della Sua espressione, sottolineata dal vigore con cui sono state disegnate e colorate le due punte della barba. Il braccio destro levato è una consapevole variazione del modello iconografico costruito da Caravaggio, in cui la mano destra di Cristo stringe il panno e la mano sinistra sorregge e guida la mano incredula di Tommaso. Il movimento del braccio del quadro ottavianese ricorda il braccio di Cristo nell'”Incredulità” che tra il dicembre del 1638 e i primi mesi del ’39 Salvator Rosa dipinse per la Chiesa della Morte di Viterbo: il disegno preparatorio, eseguito a penna, a bistro e a sanguigna, è uno straordinario capolavoro ( vedi allegato ), e non si può escludere che il pittore dell’ “Incredulità” ottavianese ne abbia avuto una conoscenza diretta. Gli esperti ritengono che questo pittore possa essere Francesco Solimena.

A me pare che ci siano nel quadro tracce della lezione di Mattia Preti: penso al “corso” della linea che definisce le masse e all’uso “drammatico” del rapporto luce – ombra: l’ombra copre parzialmente il volto di Tommaso e della figura che gli sta accanto, perchè risalti, per contrasto, il movimento del dito nell’intensa luce che si posa sul costato del Signore. Il quadro arricchisce un patrimonio artistico di grande valore. Poco abbiamo fatto per diffonderne la conoscenza, per facilitarne la fruizione: molti sono gli Ottavianesi che ne ignorano non solo la consistenza e i pregi, ma perfino l’esistenza. Se Ottaviano vuole “ripartire dal turismo culturale” – dalla cultura dell’arte oltre che da quella dell’ambiente-, è venuto il momento dei protocolli di intesa tra il Comune, da una parte, e dall’altra l’Ente Parco del Vesuvio, i parroci delle chiese ottavianesi, la Curia nolana. Non ci stancheremo di tornare sull’argomento.

Due anni fa Aniello Di Palma, assessore al Turismo dell’ amministrazione Iervolino, diede incarico a Dino Di Mauro, della Borghini & Stocchetti, di preparare una Guida analitica del territorio di Ottaviano. Il testo definitivo venne consegnato al committente in formato pdf registrato su un cd: così prevedeva il contratto. E’ un lavoro pregevole: Dino Di Mauro, oltre a un corredo assai vasto di competenze culturali e tecniche, possiede una conoscenza profonda del turismo d’arte e d’ambiente, di cui studia senza posa le strutture di fondo e le tendenze.

Parte essenziale della Guida sono numerose fotografie delle architetture, delle opere d’arte, degli inimitabili “quadri” del paesaggio: fotografie tutte inedite, e tutte di rara bellezza e di alta qualità tecnica. E’ necessario che un’opera di tale valore venga pubblicata a stampa, in migliaia di copie, da distribuire in tutto il territorio d’interesse, tra Napoli, il Vesuviano e il Nolano. Se le condizioni delle casse comunali impongono il ricorso al sostegno degli sponsor, mi auguro che sia il sindaco stesso a impostare, a condurre e a portare a termine la campagna per il finanziamento, e ad affidare il lavoro a tecnici specializzati nella stampa di libri e di immagini d’arte.

 LA CITTA’ INVOLONTARIA

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