Ieri mattina una troupe del noto programma Mediaset è stata in giro per le campagne inquinate del territorio. Gli ambientalisti della zona hanno fatto da ciceroni. Telecamere puntate sui pozzi agricoli inquinati e sugli impianti di smaltimento.
Ieri le Guardie Ambientali hanno “scortato” la Iena Toffa, la biondina giornalista bresciana Nadia Toffa, nel territorio devastato dall’ecomafia. Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori Cannavacciuolo, il cui gregge fu sterminato dalla diossina, e Armando Esposito, antiquario con una passione per il volontariato civile, hanno accompagnato la troupe del famoso programma Mediaset nei luoghi della devastazione da rifiuti tossici. Contrada Cappelluccia, contrada Lenza Schiavone, bosco di Calabricito, Pantano, aria di Settembre, i nomi delle località tristemente note alle cronache sul disastro ecologico.
Le telecamere della hanno indugiato in particolare sull’impianto di Lenza Schiavone per lo smaltimento dei rifiuti, di proprietà dei Pellini, i fratelli, imprenditori del settore, recentemente condannati dal tribunale di Napoli a pene variabili tra i quattro anni e mezzo e i sei anni. Molta attenzione è stata posta anche sugli anomali dislivelli di vari terreni coltivati, i cui ortaggi vengono periodicamente venduti al mercato. A un certo punto durante il reportage alcuni contadini si sono avvicinati alla troupe televisiva. “Abbiamo visto con i nostri occhi le persone che buttavano i rifiuti tossici nei terreni e nei regi lagni: facevano molte cose di notte, come lo scarico nei canali dei rifiuti liquidi ”, la testimonianza rilasciata i microfoni della Toffa.
“ Un mio parente che lavorava nello smaltimento – ha aggiunto un altro agricoltore – si licenziò perché non accettava più di essere complice del traffico di quegli assassini approfittatori ”. Alla fine la Iena ha commentato così: “ Che peccato, è un territorio molto bello, con grandi potenzialità. Ma è stato trattato molto male “.

