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“La politica in Ottaviano è aberrante”

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Michelangelo Ambrosio si ritira dalla competizione elettorale: lettera a Carmine Cimmino.

Carissimo Nino,

Il motivo di questa mia comunicazione, che ti chiedo cortesemente di pubblicare sul tuo apprezzatissimo giornale, è quello di chiarire a tutti i cittadini di Ottaviano le ragioni che mi inducono a ritenere che, al momento, in questo Paese non ci siano le condizioni per poter operare apportando cambiamenti significativi, per cui non ci sarà una mia candidatura a Sindaco di Ottaviano.

Purtroppo ho dovuto constatare che la situazione politica in Ottaviano è ancorata a un modo di operare semplicemente aberrante. Un candidato è forte non perché abbia delle idee o presenti un programma di sviluppo spiegando come intende realizzarlo, perché lo ritiene realizzabile, da dove intende attingere i finanziamenti necessari e come intende investirli. Un candidato è invece forte se riesce a creare le famigerate “liste”, insiemi indistinti di nomi che rappresentano famiglie possibilmente numerose. È forte se promette assessorati, deleghe, incarichi e prebende. Se promette licenze edilizie e posti a figli e parenti.

È forte se è debole, quindi gestibile da quanti, non potendo comparire direttamente, devono trovare qualcuno da presentare e controllare. Io invece nei miei incontri parlavo di Europa, di MIUR, di lavoro, di programmi, di impegni …, mai di posti e gratifiche, per cui ho visto poco alla volta tutte le Associazioni, i partiti, i pseudo partiti, giovani e roba varia, che pure mi avevano sollecitato subito dopo le dimissioni del Sindaco Iervolino, poco alla volta migrare verso il miglior offerente. Ho provato a parlare alla gente. Ho provato a far capire agli industriali le importanti possibilità che offre l’Europa con il suo programma di investimento di ben 87 miliardi nei prossimi sette anni destinati principalmente alle PMI (Piccole e Medie Imprese). Ho parlato loro dei problemi del PUC (Piano Urbanistico Comunale) e dell’assurda assenza di un Piano di Protezione Civile.

Alla fine ho capito che alla maggior parte delle persone secca essere costretti a pensare e a ragionare. I problemi, se ci sono, è meglio fuggirli. Promesse e slogan sono molto più ben graditi e attirano consensi e simpatie.

Personalmente, caro Nino, io vedo una sinistra non compatta e in acque agitate senza la guida carismatica di Mario Iervolino. A destra vedo una compagine ormai consolidata da almeno un biennio, ma ingessata su persone e schemi uguali da sempre, tanto che il PDL, ben consapevole di una situazione regionale e provinciale alquanto critica, non ha ancora deciso a chi affidare la propria bandiera. Persino io sono stato interpellato dai vertici PDL. Sicuramente comunque queste due formazioni andranno a un ballottaggio se il resto dell’elettorato non riuscirà a coagularsi intorno a una terza formazione che raccolga liste e partiti di centro.

In un convegno pubblico tenuto il 5 aprile presso l’Hotel Augustus, nel quale si sentì molto l’assenza della Tua persona e della Tua voce critica, invitai tutte le formazioni presenti a convergere in una Terza Via che ci evitasse il ritorno a un passato recente o a un passato remoto, dove tutti vogliono cambiare ma nessuno dice come. Purtroppo la mia voce è rimasta inascoltata. Ognuno ha la sua lista e il suo candidato Sindaco. E a tutti piacciono i miei progetti e tutti si dicono pronti a darmi piena libertà per realizzarli, purchè non sia io il Sindaco. Pensa che la prima domanda che mi fu fatta dopo la mia esposizione è stata: “Sì, tutto bello e sicuramente da realizzare, ma Lei è disposto a fare un passo indietro?”. “Veramente, risposi, non ho fatto neanche ancora un passo avanti”.

Per questi motivi, caro amico mio, ho deciso di tornare a pieno tempo ai miei studi. La fisica, ancorchè di frontiera, è mille volte più semplice da capire di quanto lo sia l’animo umano. C’è alla base un rapporto di causa-effetto. Dalle profondità del Gran Sasso con i miei strumenti vedo e studio le stelle nel cielo. A Ottaviano invece vedi gli stessi che hanno denunciato la passata amministrazione per i danni subiti dai lavori mai finiti creare una propria lista e confluire nella stessa formazione. E quando agli imprenditori ho illustrato la situazione aberrante di un PUC mai approvato né approvabile senza un piano di protezione civile, piano redatto nel 1998 e mai discusso da allora, qualcuno ne ha preso coscienza e ha avviato forse un discorso di approfondimento? In verità io dico che nel nostro Paese l’imperativo dominante è uno solo: “Io speriamo che me la cavo”. Con le amicizie. Con i favori. Con le promesse e con i voti.

Ma soprattutto, caro Nino, mi delude l’atteggiamento apatico dei giovani, di quella generazione che non si rende conto di aver perso qualunque possibilità di costruirsi un futuro degno di questo nome. Possibile che non vedano che vivono in un paese dove non c’e’ neanche un cinema, un pub, un ritrovo, un posto dove uscire la sera e passare qualche ora in allegria? La sera il paese mi sembra morto. Neanche più le macchine passano per strada. E quanto a lavoro…

Vedi, caro amico mio. Noi due abbiamo avuto la fortuna di vivere in una Ottaviano che era una perla tra i paesi vesuviani. C’era un Liceo prestigioso e un Istituto Professionale altrettanto importante e qualificato. Abbiamo avuto, ognuno per il suo verso, una possibilità di affermazione professionale. Tu hai seguito le vie delle lettere e delle arti, ed oggi sei il degno erede di una tradizione culturale che era patrimonio e orgoglio della nostra cittadina. Io ho potuto esplorare le frontiere del sapere e ho potuto portare il mio contributo scientifico e tecnologico al mondo della ricerca e dell’innovazione. I giovani di oggi, i miei figli e i tuoi figli, in quale futuro possono sperare? Per molto meno allora si scatenò il ’68. Oggi sembra che tutto venga assorbito in una rassegnata normalità.

Permettimi, caro Nino, di ringraziare comunque l’ex-sindaco Mario Iervolino, che mi ha dato l’opportunità di vivere questa esperienza unica e coinvolgente. I cari amici della Giunta, con i quali ho condiviso entusiasmi e idee. Alcuni consiglieri comunali con i quali ho avuto momenti di collaborazione e costruttivi scambi di idee. So di essere impopolare con queste affermazioni, ma la mia onestà mentale e morale me lo impone. E permettimi ancora di ringraziare tutti coloro, solo una trentina, che si erano riconosciuti in questa azione e mi hanno supportato fino alla fine e con i quali ho condiviso i contenuti di questa lettera.

Hanno insistito molto, e ancora vorrebbero che io non rinunciassi e andassi avanti. Loro ci credono. Ma io non credo più che questo Paese possa accogliere qualcosa che non rientri negli schemi consolidati ormai da anni. È un Paese destinato a continuare così, come sta andando, alla deriva, verso un futuro che non decidono gli ottavianesi ma i “politici” ottavianesi, così come l’Italia è stata condotta allo sfacelo dai “politici” italiani.

Per tutti lascio il mio sito personale www.michelangeloambrosio.it aperto alla discussione. Vi è descritto il mio curriculum vitae, il programma di attività che avevo messo a punto per risollevare le sorti di questo paese, i problemi principali di cui esso soffre e che chiunque verrà eletto dovrà per forza affrontare. Vi sono descritte anche le prospettive per i giovani e quelle di crescita economica che tale programma avrebbe potuto generare, e i criteri di formazione della Lista Civica “Città Futura” che avrei voluto mettere in campo per rendermi indipendente da qualsiasi ideologia e qualsiasi colore politico. Spero che il prossimo Sindaco vi trovi le giuste ispirazioni e non diventi invece la pagina delle occasioni perdute.

Ti ringrazio dell’attenzione
(Foto: Palazzo Medici di Ottajano, Sala del Pianoforte, primi anni del sec.XX)

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