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giovedì, Giugno 30, 2022

La conciliazione tra lavoro e vita privata: quale prospettiva per le nuove generazioni?

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Se n’è discusso lo scorso mercoledì 14 maggio, presso la sala Convegni “G. Zannini”, nell’ambito dei “mercoledì della Clinica Mediterranea”.

Volgono ormai al termine i “mercoledì della Clinica Mediterranea” che dallo scorso autunno hanno visto impegnati alte professionalità del mondo della cultura, dell’arte, della medicina, dell’imprenditoria, confrontarsi sui grandi temi dell’universo femminile, rivolti ad un variegato pubblico, ma con uno sguardo molto attento ai giovani adolescenti che hanno partecipato insieme ai docenti in maniera attiva e partecipata.

Il giorno 14 maggio alle ore 17.00, presso la sala Convegni “G. Zannini” la dott.ssa Celeste Condorelli, Amministratore Delegato della Clinica Mediterranea ha introdotto i lavori sul tema “Lavoro, Donna, Vita: quale equilibrio” partendo dalla sua esperienza e invitando soprattutto i giovani presenti in sala a riflettere su come la nostra società, in perenne movimento, renda sempre più complessa la gestione della vita privata, della famiglia e degli impegni lavorativi. È pertanto indispensabile ragionare e riflettere su questi temi per trovare l’ “incastro positivo” tra le diverse esigenze per prepararsi a individuare modelli per migliorare la qualità della vita.

Ha moderato l’incontro il dott. Francesco Perillo, presidente regionale di A.I.D.P. che si occupa professionalmente della relazione individuo/azienda, coniugando le esigenze dell’azienda e delle persone: analizzando le tre parole chiave intorno alle quali si sarebbero succeduti gli interventi, il dott. Perilli ha sottolineato che il buon manager non è sempre un buon leader: egli infatti deve sempre saper prendere la decisione giusta al momento giusto e, per realizzare ciò, deve saper gestire il proprio tempo, inseguendo il proprio benessere anche fuori dall’orario di lavoro, per immettere in esso la creatività e la gioia di vivere da cui il lavoro stesso trae la linfa vitale. Se ne avvantaggia, così, l’implementazione e l’innovazione che oggi il mondo del lavoro richiede.

Rivolgendosi poi alla dott.ssa Maria Vittoria Colucci, consulente organizzativa e fondatrice della Matrioska Gruop, ha posto il quesito sui danni che possono derivare alla persona umana, uomo o donna che sia, dalla cattiva gestione del tempo e le conseguenze prodotte sull’equilibrio individuale.
Molte donne, attraverso l’esperienza della maternità- ha detto la dott.ssa Colucci- accrescono i proprio potenziale, ma questo aspetto non viene riconosciuto, mentre dovrebbe essere valorizzato e incanalato nel work–life balance, così come tutti gli aspetti che arricchiscono l’individuo e che producono “pensiero”.

La conciliazione vita/lavoro, come ha sottolineato il dott. Fabio galluccio, responsabile dell’Area People Caring di Telecom e membro del Board di Valore d e capo del Comitato welfare, investe problematiche ampie , non solo di genere , ma anche di appartenenza religiosa e deve anche tener conto dell’aspetto della genitorialità che può usufruire, sempre più diffusamente di progetti di flessibilità sul lavoro, tra cui quello dei “novanta giorni” in cui le scuole sono chiuse e che consente di stare vicino ai propri figli. Ciò contribuisce, insieme a tante altre iniziative, a valorizzare le singole capacità per implementare lo sviluppo nel mondo del lavoro portando i saperi “ di fuori” all’interno del mondo lavorativo.

Si sono susseguiti interventi molto interessanti, tra i quali quello della dott.ssa Stefania Brancaccio, cavaliere del lavoro e vice presidente di Coelmo S.p.a. che speso una vita in tematiche di questo genere e che ha reso operativi i suoi intenti in maniera pragmatica all’interno della sua azienda con coraggio e impegno. La flessibilità raggiunta dalla donna deve essere concreta e pratica, per uscire dalla crisi occorrono strategie concrete per utilizzare al meglio il “capitale umano”. “L’umanizzazione aiuta!”- ha affermato, infatti, senza ombra di dubbio. Il Welfare deve costituire l’obiettivo chiave per il futuro.

A conclusione degli interventi il dibattito è proseguito con le riflessioni delle persone presenti in sala e in particolare i più giovani hanno mostrato di aver apprezzato quanto queste tematiche possano contribuire a rendere la società del futuro più vincente sia sotto il profilo affettivo-relazionale, che economico-finanziario.

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