Il nostro obiettivo non è rimandare la morte ma migliorare la qualità della vita; ecco perchè se si cura una malattia o si vince o si perde. Se si cura una persona si vince sempre qualunque esito abbia la terapia.
Venti gocce di buon umore, 10 milioni di risate, una dose massiccia di allegria. Avete mai letto una prescrizione medica del genere? Ebbene si, è possibile! Tali erano le prescrizioni del dottor Hunter Patch Adams, a cui si deve la nascita e la diffusione della clown terapia. Fu proprio lui a proporre la terapia del sorriso, frutto della sua travagliata storia personale e professionale. Da ragazzo, infatti, fu ricoverato in una clinica psichiatrica a causa di una forte depressione che lo stava conducendo lentamente al suicidio.
Successivamente elaborò la decisione iscriversi alla Facoltà di Medicina affinchè potesse prendersi cura degli altri ed è qui che gli venne dato il soprannome “Patch” dall’inglese pezza, nome attribuitogli da un anziano signore al quale Hunter aveva rattoppato un bicchiere di carta. Andando dietro nel tempo, si può dire che le radici scientifiche della Clown terapia sono nella Gelotologia, dal greco scienza della risata, una disciplina che studia e applica la risata e le emozioni positive in funzione di prevenzione, terapia, riabilitazione e formazione e nella Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia, una branca della medicina che ha accertato la correlazione reciproca tra emozioni e sistema immunitario. In linea con tale filone di studi e ricerche, il leitmotiv che ha guidato la missione dell’anticonformista dottore è che prendersi cura di un paziente significhi considerarlo nella sua interezza d’individuo e non fermarsi, come di solito fa la medicina tradizionale, alla sola parte malata del paziente stesso. Tale discorso è ancor più vero quando si parla di bambini.
Soprattutto per i soggetti in età evolutiva, sperimentare una condizione di malattia e una conseguente ospedalizzazione è un evento indubbiamente difficile e stressante poichè, oltre a provocare dolore fisico, causa spesso anche un profondo disagio sul piano psicologico poichè costituisce uno stravolgimento dei normali ritmi di vita del bambino e delle sue dinamiche familiari. La clown terapia si pone per l’appunto come una strategia/terapia alternativa volta a fornire al piccolo e giovane paziente un modo diverso per affrontare i problemi. Patch, così come lo chiamavano i colleghi in ospedale, aveva intuito durante il periodo della sua specializzazione l’importanza del buon umore nel processo di guarigione e aveva riscontrato maggiori successi di guarigione nei soggetti che percepivano la loro malattia in modo positivo.
Patch in una delle sue ultime interviste affermava che ci sono migliaia di studi, di documenti, di ricerche che dimostrano l’enorme importanza dell’umorismo per la salute. I ricercatori hanno trovato una relazione importante: quando si è allegri nel nostro organismo avvengono delle reazioni chimiche: si produce un aumento di endorfine e di catecolamine e una diminuzione di secrezione del colozolo (il colesterolo cattivo). Ossia la risata è uno stimolante per il sistema immunitario e comporta molti effetti positivi sul cuore e sui polmoni. Dalle sue geniali idee nacque nel 1971 il Gesundheit! Institute dove con un team di volontari ha curato più di 15 mila malati. Un luogo in cui aiutare le persone in difficoltà, in cui far riscoprire la vita a chi ha sofferto traumi tremendi ma soprattutto un luogo dove “accompagnare alla morte portando amore” a più di diecimila persone.
Questa filosofia di vita, l’ha portato, nei suoi 51 anni di carriera, in campi profughi, ospedali, orfanotrofi, sempre armato di scarpe grandissime, naso rosso, vestiti strani e qualche gioco, armi potenti che a volte possono funzionare di più di mille medicine.
(>Fonte foto: Rete internet)







