CONDIVIDI

Dall’anno scolastico 2014-2015 entrerà in vigore il decreto Profumo sull’adozione dei testi digitali. E dall’anno prossimo addio registro di classe e registro del docente.

Il diktat dell’ultimo governo è stato dematerializzazione. La Scuola, alle prese con altri e più gravi problemi, in un batter d’occhio ha dovuto mettere in soffitta registri, pagelle, scrutini cartacei e giornali di classe, alle iscrizione degli alunni. Una escalation vertiginosa che ha trovato impreparati tutti, ma proprio tutti, all’interno della scuola.

Il solito, meschino, intento di fare cassa ha indotto ad introdurre novità considerevoli nella ordinaria quotidianità del personale scolastico sia docente che di segreteria che dal primo settembre del prossimo anno scolastico sarà alle prese con quella fantomatica innovation technology che dovrebbe rendere tutto più agile e veloce. Forse qualcuno non sa che in moltissime scuole il concetto di tecnologia è di informatizzazione è una chimera. Nessuno dei nostri Ministri è mai entrato in un edificio scolastico, specialmente al Sud, per verificare lo stato di una rete LAN o la presenza di una connessione Wi-Fi? Ebbene si imbatterebbe in scuola dove la connessione internet è una parola sconosciuta e dove spesso i docenti fanno la colletta per compare il toner dell’unica fotocopiatrice in funzione o le risme di fogli che servono per il normale sussidio didattico di compiti e versioni.

Con la dematerializzazione si introduce finanche la necessita di dotare le classi di tablets che dovrebbero sostituire in tutto e per tutto registri e giornali di classe. Non vi è nessuna volontà retrograda nelle mie parole, l’antiprogressismo non mi appartiene come categoria culturale. Ma ad un cambio così repentino di stile di vita della Scuola elevo alcune doverose perplessità. Il passaggio dal cartaceo al digitale, seppure inevitabile, impone una progressiva preparazione e formazione del personale scolastico. Nel contempo, vanno preparate anche le famiglie che devono compartecipare l’azione educativa con l’Istituzione Scuola. Una tale rivoluzione copernicana dovrebbe prevedere la totale informatizzazione delle scuole, per evitare un digital divide tra scuole attrezzate e scuole “sgarrupate”.

Computer, tablet e lavagne elettroniche LIM sono ancora poco usate e conosciute. Come lo sono i software applicativi dei registri elettronici. Ad onor del vero, troppo spesso la neghittosità di molti docenti e l’idiosincrasia degli stessi verso le nuove tecnologie applicate alla scuola sono un freno al loro sviluppo. Sicuramente, i docenti, ma anche il personale di segreteria, dovrebbe essere accompagnato in un passaggio graduale e non repentino. Infine, vorremmo che insieme alla dematerializzazione cartacea non vi fosse anche la de materializzazione del personale con la scomparse per sempre dei docenti precari. Se le nuove tecnologie portano risparmio esso deve essere usato per migliorare la scuola a partire dall’assunzione, materializzazione, dei docenti.

Ultima novità riguarda, dall’anno scolastico 2014-2015, l’adozione dei testi digitali da parte degli alunni. Ancora una volta sembra un paradosso. Oltre a perdere la possibilità di annotare un libro cartaceo, ricordo la mia Divina Commedia commentata da Giacalone con le annotazioni e le scritte a matita a margine prese durante la spiegazione cosa che su un freddo PDF sarà sicuramente difficile, l’acquisto dei libri digitali non comporterà un risparmio per le famiglie. Il prezzo dell’e-book sarà pressappoco lo stesso del cartaceo, ma ad esso dovrà sommarsi l’acquisto di un reader digitale che non tutte le famiglie possono permettersi soprattutto se i figli in età scolare sono più di uno. Inoltre, a fine anno scolastico il libro digitale svanire dal tablet e non sarà più utilizzabile dall’alunno.

Addio libri scolastici conservati per una vita e tramandati di fratello in fratello. Una vera e propria de materializzazione! Senza tener presente che ogni docente continuerà la quotidiana battaglia contro i cellulari connessi dei ragazzi con un nemico in più: il tablet! Se scuola 3.0 deve essere che essa sia una scuola senza i suoi problemi annosi. Che scompaia pure il superfluo ma non dematerializziamo mai la cultura e i saperi.
(Fonte foto: Rete Internet)

SCUOLA, CULTURA E DINTORNI