La Fiat: mille assunzioni a Melfi con il jobs act operativo. L’effetto lucano su Pomigliano.

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Marchionnne promette nuovi contratti dopo che sarà completato l’iter parlamentare puntato sulla libertà di licenziamento. Intanto nella fabbrica potentina saranno trasferiti temporaneamente 350 addetti di Cassino e Pomigliano.

Mille assunzioni a Melfi una volta reso operativo in via definitiva il jobs act, la libertà di licenziare

voluta da Matteo Renzi. Lo ha annunciato Fca, ieri. Fiat che non specifica tempi e date perchè lo

strumento sui nuovi rapporti di lavoro è ancora in fase di limatura nelle stanze del Parlamento. Una

cosa a ogni modo è sicura: a Marchionne serve manodopera fresca e giovane da piazzare sulla

catena di montaggio dedicata alle nuove produzioni Renegade e 500X.

Nel frattempo l’effetto
< Melfi sul comparto automobilistico campano ha subito prodotto un piano industriale per la Marelli di Poggioreale, la storica Fiat di Napoli, e la prospettiva imminente di un invio nello stabilimento lucano di un numero non ancora precisato di lavoratori provenienti da Pomigliano, lavoratori che avranno il compito di formare i colleghi lucani e di mettere a punto le nuove linee.

Sarà un incarico

temporaneo e che avrà se non altro il merito concreto di aumentare i salari attraverso congrui

indennizzi per la trasferta. Ma al momento non è stato precisato quanti dei 350 addetti

complessivamente comandati a distacco per Melfi saranno presi dall’impianto produttore della

Panda e quanti da quello di Cassino. Secondo autorevoli indiscrezioni sindacali si tratterà di

personale prevalentemente individuato tra gli organici in contratto di solidarietà ( a Pomigliano

sono 2mila, su 4500 dipendenti, e lavorano mediamente 5 giorni al mese ).

” L’azienda – spiegano

Luigi e Felice Mercogliano, responsabili di Fismic Campania – ha ben formato coloro che si

trovano in solidarietà: è personale molto valido “. A ogni modo la schiarita più rilevante è di sicuro

quella relativa alla Pcma Marelli di Poggioreale, impianto napoletano di componenti per auto, la

storica Fiat di Napoli, che ha tutti i 660 addetti in cassa integrazione. Ieri il responsabile relazioni

esterne di Fca, Pietro De Biasi, ha incontrato i sindacati ( Fiom compresa ) a palazzo Santa Lucia,

sede della presidenza della giunta regionale, per annunciare nuove produzioni. Il piano industriale

sarà dettagliato a fine mese. ” Sul fronte delle trasferte da Pomigliano la Fiat non ci ha ancora dato

comunicazioni – specifica Crescenzo Auriemma, della Uilm Campania – ma credo che gli operai di

Pomigliano siano contenti di andare al lavoro in trasferta visto che si tratta di comandate a distacco

ben remunerate. Ora però – fa notare Auriemma – si tratta di vedere cosa succederà a Pomigliano in

termini di sviluppo, visto che tutto è legato al mercato “. La necessità dell’azienda guidata da

Marchionne è di inviare a Melfi personale ben formato in base al nuovo sistema di lavoro, il Wcm,

il World Class Manufacturing, per il quale Pomigliano è stabilimento Gold Medal.

” Comunque ci

sono trasfertisti di Pomigliano che si trovano già da tempo al lavoro a Melfi: addetti formati sul

Wcm e presi tra quelli inseriti nei contratti di solidarietà “, spiega Raffaele Apetino, operaio di

Pomigliano e coordinatore provinciale della Fim-Cisl. Apetino intanto sottolinea il ” dato positivo

per la Campania rappresentato dalla svolta Pcma-Marelli “. Fca ha vari obiettivi per Marelli Napoli:

evitare esuberi e rilanciare produzioni e occupazione. ” Dopo tante sofferenze – commenta

Giuseppe Raso, della Fismic – arrivano notizie che confortano le scelte fatte e il percorso seguito da

chi ha sempre creduto nel futuro “. Più cauto il giudizio complessivo della Fiom di Napoli. ” Ci

aspettiamo – spiega Franco Percuoco, della segreteria napoletana – di saturare gli organici di

Pomigliano facendo a meno di mandare i lavoratori in trasferta, visto che qui non abbiamo lavoro

sufficiente “.

Positivo il giudizio della Fiom sulla Marelli: ” E’il frutto della lotta dei lavoratori,

anche il fatto che siamo stati ricevuti tutti insieme: quando il sindacato è diviso è solo un danno per

i lavoratori “.

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