Unicoop Tirreno, che vuole chiudere Afragola e licenziare 250 addetti, conferma la trattativa con le altre coop della grande distribuzione. E per l’Usb l’accordo c’è già.
Licenziamenti e chiusure in Ipercoop Tirreno: c’è un piano di salvataggio. Le cooperative emiliane hanno infatti avviato una serie di incontri con Unicoop Tirreno, coop toscana che gestisce cinque impianti della grande distribuzione in Campania e che vuole chiudere l’ipermercato di Afragola (250 i licenziamenti annunciati) sancendo il progressivo abbandono della regione.
Ma secondo indiscrezioni dell’Usb, l’Unione dei sindacati di base, Unicoop Tirreno e coop emiliane hanno appena sottoscritto un accordo finalizzato all’approdo in terra campana e al conseguente salvataggio dei negozi e dei lavoratori. Dal canto suo il capo delle relazioni esterne di Unicoop, Paolo Bertini, non smentisce. “Ci stiamo lavorando”, afferma il dirigente della coop livornese. Che però avverte: “Non esistono proposte che lasciano le cose tal quale: ci saranno comunque modifiche degli assetti ”. Bertini non dà ancora per scontata la chiusura di un accordo, in questo caso con Coop Estense e Coop Adriatica, finalizzato alla costituzione di una società composita, in cui tutte le cooperative godranno di una quota paritaria nell’ambito della nuova gestione.
Ma il controllo gestionale e occupazionale della Campania dovrebbe essere lasciato totalmente nelle mani di Coop Estense, cooperativa emiliana che ha sede a Modena e che opera nelle province di Modena, Ferrara e Matera e in tutto il territorio pugliese (Lecce, Foggia, Taranto e Bari). Questa svolta nella vertenza Ipercoop Campania sarà probabilmente resa nota il prossimo 3 giugno, data del primo esame congiunto della procedura di mobilità, aperta da Unicoop Tirreno il 10 maggio scorso. Procedura che in sede aziendale si chiuderà il 23 giugno e che in sede istituzionale, cioè all’Ormel, l’ufficio regionale del Lavoro, terminerà definitivamente il 22 agosto. Comunque l’eventuale conferma, al confronto di lunedì 3 giugno, di un piano di salvataggio potrebbe portare a un netto ridimensionamento delle conseguenze occupazionali al momento previste.
L’Usb intanto spiega che “questa è una seconda vittoria del sindacato di base e dei lavoratori, che hanno scongiurato il primo accordo di cessione al gruppo casertano Catone e che ora hanno fatto in modo di ottenere l’aiuto delle cooperative emiliane”. Non si sa, però, se i licenziamenti saranno revocati in toto, chiusura di Afragola compresa. Per quanto riguarda il negozio ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli serpeggia la voce di una chiusura per ristrutturazione con il conseguente ridimensionamento delle aree di vendita. “Dovremo ovviamente continuare a mantenere alta l’attenzione – aggiungono gli esponenti Usb – allo scopo di mantenere inalterati i livelli occupazionali e il rispetto dei diritti sindacali conquistati dai lavoratori delle cooperative”.
E’ una vertenza, dunque, appena iniziata. La volontà di abbandonare la Campania da parte di Unicoop era stata dettata da una situazione debitoria divenuta quasi incontrollabile a causa della crisi economica che sta colpendo le famiglie dell’area napoletana in modo più forte che altrove nel Paese. Una crisi che qui, nel settore della grande distribuzione, ha già mietuto le prime vittime, a pochi chilometri di distanza da Afragola, a Casoria, dove l’ipermercato ex Carrefour, lo storico Euromercato, è ormai chiuso da quasi tre anni: 160 addetti per i quali tra pochi giorni scadrà anche la cassa integrazione.


