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Indotto Fiat: lotta a oltranza. L’obiettivo è Pomigliano

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Stamane partono i picchetti non stop alla Marelli di Poggioreale, indotto di Pomigliano. 750 cassintegrati senza futuro.

Alla Marelli di Poggioreale ieri è stata decisa la lotta a oltranza. A partire da stamane picchetti non stop davanti ai cancelli. Obiettivo: paralizzare del tutto le poche attività sopravvissute nell’impianto della Fiat produttore di componenti per auto.

Impianto piombato in una grave crisi a seguito della dismissione delle produzioni Alfa Romeo di Pomigliano. La decisione di imprimere un colpo di acceleratore decisivo alla vertenza è stata presa ieri mattina, durante l’assemblea dei lavoratori tenuta davanti al cancello dello stabilimento di via De Roberto. Alla manifestazione hanno partecipato l’assessore al lavoro del comune di Napoli, Enrico Panini, e il parlamentare di Sel Arturo Scotto, che hanno espresso solidarietà agli operai. Panini e Scotto hanno preso l’impegno di coinvolgere il sindaco Luigi De Magistris e la presidente della Camera, Laura Boldrini. All’assemblea hanno partecipato circa un centinaio dei 720 cassintegrati Marelli. Il tempo stringe.

La cig scadrà prima della metà di luglio. Preoccupano molto le dichiarazioni del ministro del lavoro, Elsa Fornero, circa il prosciugamento del fondo nazionale per la cassa integrazione. Ma i timori sono anche puntati sul sospetto che non esista una missione produttiva per la fabbrica napoltena, neppure in prospettiva. L’altro giorno il capo delle relazioni industriali di Fiat, Pietro De Biasi, ha annunciato la possibilità di ricollocare una parte della manodopera nel nascente impianto delle auto di lusso di Airola, realizzato dalla Adler di Ottaviano. Una notizia importante che però non ha soddisfatto i sindacati.

“La Adler assumerà pochissimi cassintegrati, una goccia nel mare della Marelli ma la realtà è ben altra e cioè che siamo praticamente all’abbandono”, spiega Vincenzo Chianese, rsu dell’impianto finito al centro delle tensioni. Durante l’assemblea di ieri sono intervenuti i responsabili territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic. “Per quello che c’è o, per meglio dire, per quello che non c’è la situazione è molto critica – conclude Peppe Raso, responsabile provinciale della Fismic, sindacato firmatario dell’accordo Panda – finora avevamo la speranza dell’incontro con la Fiat, che però alla fine si è rivelato molto deludente soprattutto sul fronte delle reali prospettive per questo stabilimento dell’indotto di Pomigliano”.

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