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Inceneritore, sit in contro le ecoballe. L’assessore: ancora nessuna decisione

Ieri di nuovo manifestazioni ad Acerra, dopo che dai giornali di Salerno è spuntata la notizia del ritorno dei rifiuti da Eboli. L’assessore regionale Romano: “Le eco balle sono idonee ma finora non abbiamo deciso nulla”.

“Nessuna decisione è stata ancora presa ma i rifiuti del sito di stoccaggio provvisorio di Coda di Volpe sono idonei all’incenerimento nel termovalorizzatore di Acerra, così come gli altri rifiuti che hanno ricevuto lo stesso tipo di trattamento”.

Ieri l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, ha voluto chiarire la posizione della Regione circa una serie di notizie di stampa relative all’imminente ritorno ad Acerra dell’immondizia proveniente dalla discarica salernitana. Discarica il cui svuotamento è stato bloccato la settimana scorsa dai picchetti degli ambientalisti acerrani, piazzati sui varchi del termovalorizzatore. Intanto la tensione resta alta. Sempre ieri gli ecologisti di Acerra sono scesi di nuovo in piazza con presidi stradali, volantinaggi e sit in. Una protesta scattata non appena si è diffusa la notizia del presunto arrivo delle ecoballe provenienti da Eboli.

“Lo ripeto – ha aggiunto Romano – i rifiuti di Coda di Volpe sono idonei ma non è stato ancora deciso il loro trasferimento ad Acerra. Del resto – ha precisato l’esponente della giunta Caldoro – l’inceneritore si fermerà per quattro settimane per cui, se anche volessimo trasferire le ecoballe ora, non potremmo farlo”. Da oggi e fino alla prima metà di dicembre l’impianto brucia rifiuti si fermerà per una manutenzione periodica programmata da tempo. Uno stop tecnico già previsto nell’ambito dei controlli periodici. Dopodiché il piano di svuotamento dei siti di stoccaggio provvisorio campani riprenderà, cosa che molto probabilmente farà ribollire di nuovo la già infuocata piazza acerrana.

“In linea di principio – avverte però Romano – la piazza non può bloccare. Chiunque nei miei panni agirebbe così: non si possono lasciare stoccati all’aperto rifiuti idonei all’incenerimento. Inoltre – avverte ancora Romano – c’è un problema economico serio: è la Protezione Civile che ci sta dando indicazioni in tal senso e che finanzia questi svuotamenti e ciò sarà fino a quando la responsabilità di questi flussi sarà in capo alla Protezione Civile. Ma se non sarà più così allora la Regione come potrà fare fronte alle spese?”. Dunque la prospettiva è che una volta completati tutti gli accertamenti le eco balle riprendano di nuova la strada che porta dritta al forno del termovalorizzatore. Una prospettiva che ieri ad Acerra ha fatto scendere per l’ennesima volta in piazza le mamme coraggio, i militanti dei comitati ambientalisti, gli studenti.

Centinaia di persone, molte le donne con i bimbi al seguito, che poco prima delle cinque del pomeriggio si sono riversate sui marciapiedi e sulle strade per distribuire volantini tra i passanti e gli automobilisti. In poco tempo il centro della cittadina è rimasto paralizzato. A un certo punto la folla dei manifestanti è stata tale da ostruire il regolare transito delle vetture. Traffico in tilt, dunque, ma anche solidarietà da parte di chi è rimasto bloccato nell’ingorgo. La sensazione è che Acerra si prepari a una nuova mobilitazione, come quella che la settimana scorsa ha paralizzato le attività del termovalorizzatore, bloccato per tre giorni consecutivi dal picchetto degli ambientalisti piazzato sul varco principale dell’impianto brucia rifiuti.

Nel frattempo il blocco di ieri ha preannunciato un corteo. Gli studenti di Acerra e di altri comuni del Napoletano sfileranno per le strade della città dell’inceneritore lunedì prossimo.
(Fonte foto: Rete Internet)

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