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Un folto gruppo di ambientalisti oggi ha bloccato i camion che portano i rifiuti nel termovalorizzatore di Acerra. Il sit in è stato messo a segno davanti al grande impianto di contrada Pagliarone.

Oggi un centinaio di ambientalisti appartenenti a varie associazioni locali ha manifestato davanti all’inceneritore di Acerra. Durante il sit in sono stati bloccati i camion che portano l’immondizia nell’impianto brucia rifiuti. Il blitz degli ecologisti è iniziato alle undici ed è durato sei ore, fino alle cinque del pomeriggio. Ma il ciclo produttivo del termovalorizzatore non è stato minimamente intaccato. Il forno ha continuato a funzionare regolarmente.

A ogni modo i manifestanti protestano contro il piano regionale di smaltimento dei circa trenta siti di stoccaggio provvisorio ubicati in Campania. Discariche le cui ecoballe devono essere bruciate nel grande impianto acerrano. Il piano di svuotamento graduale è iniziato la scorsa settimana, con il trasferimento delle ecoballe dalla cava di Ercolano. Subito dopo, durante un’ispezione del senatore Bartolomeo Pepe, del Movimento Cinque Stelle, e delle Guardie Ambientali di Acerra sono stati scoperti e fotografati nell’anticamera del forno del termovalorizzatore uno pneumatico e due lastre di radiografie, rifiuti speciali “proibiti” ma che sono riusciti a passare lo stesso i controlli del ciclo produttivo dell’impianto.

“A ogni modo – assicura l’A2A – si tratta di quantitativi di rifiuti speciali talmente irrisori che non possono minimamente mettere in discussione gli alti livelli di sicurezza dell’impianto nè la regolarità assoluta dello smaltimento “. Gli ambientalisti però sono scettici. “Chi ci assicura che nelle ecoballe non ci siano altri materiali che non devono finire nel forno?”, l’interrogativo di Alessandro Cannavacciuolo, delle Guardie Ambientali, un’associazione di volontari della zona di Acerra . Sul posto stamane sono giunti i poliziotti antisommossa e i carabinieri. Ma la protesta si è sviluppata in maniera del tutto pacifica. Intanto l’A2A, gestore dell’impianto brucia rifiuti, ha diramato un comunicato relativo ai dati delle emissioni del ciclo produttivo.

“Si tratta di dati e cifre – spiega l’A2A – che dimostrano livelli di emissione estremamente al di sotto delle normativa europea e nazionale in materia e al di sotto di tutti gli altri impianti omologhi ubicati nel resto d’Italia. Ma anche inferiori alle stesse prescrizioni imposte per Acerra dall’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale “. Alla manifestazione hanno partecipato i contadini aderenti all’associazione Ari.Amo, un organismo locale creato dagli agricoltori allo scopo di evitare allarmismi dimostrando che il prodotto agricolo dei terreni della zona è salubre. Restano però tanti dubbi da parte dell’opinione pubblica della Terra dei Fuochi. Dubbi che soltanto un controllo autorevole delle istituzioni potrebbe fugare.