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IL CASTELLO DI LAURO, UNA FORTEZZA TRA CIELO E TERRA

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Ospitata al castello di Lauro, nei pressi di Nola, la mostra “Castelli d”Irpinia, pietre tra cielo e terra”. L”iniziativa si collega ad un’altro evento: “Castelli d”Irpinia, set cinematografici tra natura e storia”.

Sin dagli albori della sua storia l’uomo ha sempre cercato, in qualche modo, di viaggiare indietro nel tempo. Che sia per scoprire le sue origini o per ripercorrere le tappe del suo passato, l’umanità è sempre stata incuriosita dalla Storia e non è un caso che essa si sia interessata, prestissimo, alla Storiografia.

La Bibbia stessa, uno dei testi più antichi al mondo, per fare un esempio, è, fondamentalmente, un libro di Storia. Quello di viaggiare nel tempo, in pratica, è un sogno ricorrente del genere umano. Nel corso dei secoli la letteratura, il teatro e l’arte hanno cercato di far rivivere all’umanità il suo passato, con risultati, tuttavia, mai del tutto “completi”. Intrecciando in se gli elementi basilari di queste discipline (parole, suoni e immagini), l’arte cinematografica ha prodotto, invece, un’esperienza visiva ed uditiva molto più realistica. Già dalle prime pellicole, inoltre, il cinema si è adoperato a ricostruire, fin nei minimi dettagli, fatti e avvenimenti storici, raccontandoci la Storia in una maniera tutta nuova.

Grazie a straordinari effetti speciali, costumi e attrezzature minuziosamente riprodotte e, soprattutto, set estremamente veritieri, la “macchina da presa” si è rivelata, nel corso degli ultimi cento anni, una vera e propria “macchina del tempo”. In questo senso la location di un film in costume diventa fondamentale. L’ha capito SEMA, l’Agenzia di Comunicazione per la promozione del territorio campano, che ha affidato a Giuseppe Ottaiano il compito di curare la mostra fotografica “Castelli d’Irpinia, set cinematografici tra natura e storia”, ospitata, lo scorso ottobre, a Castel Sant’Elmo a Napoli, nell’ambito del Napoli Film Festival 2011. Per valorizzare le fortezze dell’avellinese, splendide e numerose, si è pensato bene di porre l’attenzione di “chi fa cinema” sui magnifici manieri sparsi ovunque su tutto il territorio irpino.

L’intento è quello di riuscire a fare di questi castelli dei set cinematografici per film di carattere storico (e non solo), in modo da aumentare l’affluenza dei visitatori e incrementare il turismo in tutta la regione. Un altro evento, sempre organizzato da SEMA, dal titolo “Castelli d’Irpinia, pietre tra cielo e terra”, si è svolto, col medesimo intento, al Castello Lancellotti di Lauro, uno dei castelli più suggestivi della Campania. Il maniero, protagonista della mostra a Castel Sant’Elmo e in passato, negli anni’50, set del film “Il maestro di Don Giovanni”, con Gina Lollobrigida e Errol Flynn, non poteva che essere il punto d’incontro di queste due straordinarie iniziative di valorizzazione territoriale.

Non si sa con esattezza quando il castello fu fondato, ma si ha notizia di un “Castel Lauri” già nel 976 d.C. È certo, comunque, dai documenti della Cancelleria angioina, che fu dimora, dal 1277, di Margherita de Toucy, cugina di Carlo I d’Angiò. L’impianto rinascimentale della fortezza è frutto dai lavori di ampliamento e di restauro iniziati, dopo il 1582, dalla famiglia Pignatelli, allora proprietaria della reggia. Ma poco rimane di quelle modifiche. Il castello fu, infatti, quasi totalmente devastato, nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, dall’incendio che le truppe francesi appiccarono per punire i lauretani, filo-borbonici e anti-repubblicani.

Ciò che oggi possiamo ammirare dell’edificio, dunque, è il risultato della ricostruzione avviata nel 1872, dopo quasi un secolo di abbandono, dal principe Filippo Massimo Lancellotti. È da quel momento che la fortezza comincia ad acquisire le caratteristiche attuali. Furono proprio i lavori di rifacimento, che si protrassero fino al 1909, a dare vita a quel magnifico ed eterogeneo gioco di stili che contraddistingue oggi il Castello Lancellotti. Qui, in effetti, si mescolano, piacevolmente, elementi romanici, gotici, rinascimentali e barocchi. Con un criterio quasi filologico, il castello fu ricostruito “in stile”, preservando, dove possibile, le parti originali. Una location incantevole, degna di un film e di una rivalutazione doverosa.

Una rivalutazione che, nel caso del Castello Lancellotti, va avanti ormai da anni. A differenza di molte altre fortificazioni, sparse in tutto il territorio campano (e non solo irpino), infatti, quello di Lauro è un sito ben conservato, tutelato e valorizzato. Grazie soprattutto all’assiduo lavoro dell’Associazione Pro Lauro, che ha dato vita ad un ricco programma di eventi, il castello è tornato ad essere, a giusta ragione, come un tempo, il centro della vita cittadina.
(Fonte foto: Rete Internet)

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