Stamane centinaia di alunni delle scuole elementari e medie della città dell’inceneritore hanno manifestato lungo le strade.
Si sa, la sensibilità dei bambini spesso arriva laddove i ben più inariditi adulti non possono giungere. Questo perché “Non cali il ghiaccio sulla Terra dei Fuochi” non è soltanto un semplice quanto sia pure esplicito appello scritto su uno striscione.
Gli alunni di Acerra che stamane, a centinaia, accompagnati dai loro docenti, hanno colorato le strade in un lungo corteo hanno infatti dimostrato di essere ben consci che la questione Terra dei Fuochi è giunta a un bivio rischioso: da una parte la strada verso l’affondo dello Stato per agire concretamente, dall’altra il percorso verso l’oblio, la rimozione di tutto, ammalati o morti di tumore compresi. E probabilmente questo i piccoli in grembiule lo stanno capendo meglio dei grandi. Ovviamente anche grazie a quegli adulti di buona volontà che li stanno mettendo sulla pista giusta.
A questo proposito lo sforzo dei docenti e dei volontari della Rete Acerrana per la Legalità, da cui è scaturito il progetto “I Diritti di Madre Terra” sembra dettare i tempi giusti nella prospettiva di un risveglio sociale effettivo, di massa. L’intento è di creare una sinergia con le istituzioni. Non a caso la manifestazione di stamane è stata patrocinata dal comune e ha visto la partecipazione di alcuni assessori della giunta locale e di esponenti delle forze dell’ordine. Il sindaco, Raffaele Lettieri, non è potuto essere presente. E’ volato a porto Empedocle, in Sicilia, per un altro impegno sul fronte ambientale: un riconoscimento al comune di Acerra per le alte percentuali di raccolta differenziata raggiunte.






