Grave incendio a Ponticelli, paura tra gli abitanti del quartiere

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Mentre Napoli e chi l’amministra si culla sugli allori di una ribalta internazionale, mentre la gente si annulla davanti allo spettacolo televisivo di un evento sportivo, la periferia brucia. La periferia est, la pattumiera di Napoli.

Mentre scriviamo divampa un incendio nelle prossimità della A1. All’inizio non è stato ben chiaro comprendere se le fiamme venissero da Ponticelli o da Casoria, le voci, come spesso accade, circolavano in maniera incontrollata e dove sembrava appunto che stesse prendendo fuoco una discarica di copertoni nella popolosa cittadina dell’hinterland (del resto come non pensarlo, visto lo stato delle piazzole d’emergenza e dei sottopassaggi dei cavalcavia della SP1), ma invece, a bruciare, era un deposito di fermo giudiziario, nel popoloso quartiere di Ponticelli.

Il luogo preciso dove ancora divampano le fiamme (ore 22.00) è quello in via vicinale Molino Annunziata, nel deposito Scarpato, che contiene circa 500 autovetture in fermo. Al momento sono impegnati 50 pompieri, con grave rischio della loro incolumità, viste le ripetute esplosioni causate dal gas e dalla benzina presenti nelle autovetture. Una giornata infernale per il Corpo dei Vigili del Fuoco, in perenne carenza di organico, ma anche per gli abitanti di Ponticelli; i primi costretti a suddividersi tra l’incendio, un grave crollo a Portici e un incidente mortale sulla 268, i secondi a patire l’ennesima nuvola nera che appesta l’aria della periferia orientale di Napoli.

Anche noi, nonostante il caldo di questa giornata che volge al termine, siamo stati costretti a chiuderci dentro le nostre case, perché il vento soffia ormai verso sud e ci sta portando l’acre e venefica nube nera. Il centralino dei Vigili del Fuoco a lungo non risponde, perché intasato dalle ripetute chiamate, molte vie d’accesso e rampe sono bloccate dalle forze dell’ordine per evitare ulteriori problemi alla viabilità, il fumo continua a sprigionarsi, offuscando ulteriormente il calare delle tenebre di questa perduta città. La cosa incomincia a puzzare e non solo per il fumo che avvolge le nostre abitazioni. Se vivessimo altrove penseremmo che le congetture possano essere solo tali e fini a se stesse, ma qui, fare certe cose è abituale, se non di rito, e quindi, hai visto mai che ci azzecchiamo? Perché quindi non considerare plausibile che qualcuno possa aver appiccato un incendio e far sì che qualcosa di compromettente bruci a Ponticelli, in quel deposito?

E intanto la gente urla e si esalta per un altro goal di Cavani e spara fuochi d’artificio in un aria già di per sé pestilenziale e tutto va avanti così, come se niente fosse. Perché Napoli non è quella che brucia fuori ma quella televisiva che ci ammazza dentro!

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